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Biografia di Gabriel García Márquez

Vita, opere di Gabriel Garcìa Màrquez

Gabriel Garcìa Màrquez nacque a Aracataca, in Colombia, il 6 marzo 1927, essendo il primogenito di sedici fratelli e sorelle. Nel corso della giovinezza si trasferì a Riohacha, vivendo nell'abitazione dei nonni materni. Nel 1937, in seguito alla morte del nonno, dovette trasferirsi nella località colombiana di Barranquilla per proseguire gli studi. Dopo avere conseguito il diploma, il giovane si stabilì a Bogotá per frequentare la facoltà di giurisprudenza e scienze politiche, all'interno dell'ateneo Universidad Nacional de Colombia. Non essendo però interessato alle materie proposte dalla facoltà, Gabriel decise di interrompere gli studi.
Nel 1948, a causa dei disordini politici in seno al Paese dove iniziò la dittatura di Pinilla e a dell'incendio della pensione in cui abitava, fu costretto a trasferirsi a Cartagena, diventando prima redattore e poi reporter del quotidiano "El Universal". L'anno seguente si trasferì a Barranquilla, ricoprendo la professione di opinionista e reporter di "El Heraldo". Nel 1954 si trasferì nuovamente a Bogotà, lavorando come critico cinematografico e reporter a "El Espectador". Gli anni successivi si trasferì a Roma per seguire dei corsi cinematografici e a Parigi. In seguito tornò in Sudamerica, stabilendosi in Venezuela, effettuando un viaggio a Cuba, dove ebbe modo di conoscere Che Gue Vara e Fidel Castro e di lavorare per l'agenzia legata al lider màximo, Prensa Latina. Sentendosi successivamente sotto il controllo della CIA, dopo il suo trasferimento a New York come corrispondente di Prensa Latina, egli lasciò gli Stati Uniti, trasferendosi in Messico.

Gabriel Garcìa Marquez scrisse molti libri a partire dagli anni Cinquanta.
Tra i suoi libri più famosi si ricordano per esempio Cent'anni di solitudine e L'amore ai tempi del colera, Cronaca di una morte annunciata, L'autunno del patriarca, numerosi saggi, etc...

Nel 1982, grazie alla sua attività letteraria, gli venne assegnato il Premio Nobel per la letteratura.
Nel corso della sua vita conobbe numerosi personaggi importanti come Michail Gorbachev, François Mitterrand. Nel 1999 gli fu diagnosticato un cancro linfatico, che doveva curare con cicli di hemioterapia. La malattie lo spinse a scrivere le sue memorie e la sua autobiografia che fu pubblicata nel 2002. Nel 2010 fu diffusa la notizia secondo cui lo scrittore fosse stato colpito dal morbo dell'Alzheimer. Nel 2013 però lui stesso affermò di godere di buona salute. Egli morì il 14 aprile 2014 a causa di problemi respiratori derivati da una polmonite e a causa di un'infezione alle vie urinarie.

Di Gabriel Garcìa Màrquez vi sono numerose frasi, citazioni e aforismi. E' possibile annoverare le principali:

Non si muore quando si deve, ma quando si può.

Non c'è atto di libertà individuale più splendido che sedermi a inventare il mondo davanti ad una macchina da scrivere.

Se per un istante Dio dimenticasse che sono una marionetta, e mi regalasse un pezzo di vita, non direi tutto quello che penso ma penserei molto a quello che dico. Sognerei di più, mi attiverei quando gli altri si fermano, eccetera.

La gente corre dietro agli attimi e non si accorge che è la propria esistenza che se ne va.

La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda. E come la si ricorda, per raccontarla.

Nessuno merita le tue lacrime, e chi le merita non te le farà mai versare.

Non piangere perché è finito, sorridi perché è successo.

La memoria del cuore elimina i cattivi ricordi e magnifica quelli buoni, e grazie a questo artificio, siamo in grado di superare il passato.

Tante cose ho imparato da voi uomini...
Ho imparato che tutti quanti vogliono vivere sulla cima della montagna, senza sapere che la vera felicità sta nel come questa montagna è stata scalata.
Ho imparato che quando un bambino appena nato stringe con il suo piccolo pugno, per prima volta, il dito del padre, lo racchiude per sempre. Ho imparato che un uomo ha diritto a guardarne un altro dall'alto solo per aiutarlo ad alzarsi. Sono tante le cose che ho potuto apprendere da voi, ma in verità a molto non avrebbero a servire, perché quando mi metterete dentro quella borsa, infelicemente starò morendo.

Di' sempre ciò che senti e fai ciò che pensi.
Se sapessi che oggi sarà l'ultimo giorno in cui ti vedrò dormire, ti abbraccerei forte e pregherei il Signore affinché possa essere il guardiano della tua anima. Se sapessi che questa è l'ultima volta che ti vedo uscire dalla porta, ti abbraccerei, ti bacerei, e ti richiamerei per dartene ancora.
Se sapessi che questa è l'ultima volta che ascolterò la tua voce, registrerei ogni tua parola per poter riascoltarla una ed un'altra volta all'infinito. Se sapessi che questi sono gli ultimi minuti in cui ti vedo ti direi "ti amo" senza assumere, scioccamente, che lo sai di già.
Sempre c'è un domani e la vita ci dà un'altra opportunità per fare bene le cose, ma se sbaglio e oggi è tutto ciò che mi resta, mi piacerebbe dirti che ti voglio bene, e che mai ti dimenticherò.
Il domani non è assicurato a nessuno, giovane o vecchio. Oggi può essere l'ultimo giorno che vedi coloro che ami. Perciò non aspettare più, fallo oggi, perché se il domani non dovesse mai arrivare, sicuramente lamenterai il giorno che non hai preso tempo per un sorriso, un abbraccio, un bacio, e che sarai stato troppo occupato per concedere un ultimo desiderio.
Mantieni coloro che ami vicini a te, dì loro all'orecchio quanto ne hai bisogno, amali e trattali bene, prenditi tempo per dirgli "mi dispiace", "perdonami", "per piacere", "grazie", e tutte le parole d'amore che conosci. Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti. Chiedi al Signore la forza e la saggezza per saperli esprimere; e dimostra ai tuoi amici quanto t'importano.

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