Futurismo


Il Futurismo nasce ufficialmente con il "Manifesto" di Filippo Tommaso Marinetti apparso sul quotidiano parigino "Le Figaro" il 20 febbraio 1909. L'anno successivo sarà la volta del Manifesto dei pittori futuristi, firmano tra gli altri da Umberto Boccioni (1882-1916), Carlo Carrà (1881-1966), Giacomo Balla (1871-1958). Si inaugura così una lunga teoria di manifesti futuristi, che dal teatro al cinema alla fotografia giungono alla moda, all'aviazione, alla cucina, alla botanica. L'intento di fondo del Futurismo è infatti quello di rompere totalmente con la tradizione, per creare un mondo globale nuovo: "astratto, dinamico, trasparentismo, coloratissimo, luminosissimo, autonomo, trasformabile, drammatico, volatile, odoroso, rumoreggiante e scoppiante", come recita il manifesto della Ricostruzione futurista dell'universo del 1915. Punti di forza di questo mondo saranno il movimento, la velocità, la macchina. Soprattutto il movimento è il campo di ricerca privilegiato di pittura e scultura. Esso però viene inteso in modo opposto rispetto al Cubismo: laddove infatti il movimento era quello compiuto attorno alle cose, qui diviene quello della realtà medesima che si muove intorno a noi: "I pittori ci hanno sempre mostrato cose e persone poste davanti a noi. Noi potremo lo spettatore nel centro del quadro" recita il Manifesto tecnico della pittura futurista, del 1910. Lo spazio è dunque pregno del movimento, delle tracce percettive che esso lasci e che costituiscono una forma unificante. È quanto vuole rappresentare la più celebre delle sculture futuriste, Forme uniche di continuità nello spazio, di Umberto Boccioni. Questo tipo di rappresentazione artistica, che spirituale, così come il Cubismo scompone i piani che compongono gli oggetti, giunge ad esiti di astrattismo con Giacomo Bella, che indaga il movimento della luce attraverso la sua scomposizione nei colori dell'iride. Nascono una serie di quadri, le Compenetrazioni iridescenti, in cui le schegge di colore trasmutano l'una nell'altra secondo un andamento ritmico dinamico che fa un balletto di colori totalmente autonomo dalla realtà effettiva.

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