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Quando saremo due
di Erri De Luca

Testo
1 Quando saremo due saremo veglia e sonno
2 affonderemo nella stessa polpa
3 come il dente di latte e il suo secondo,
4 saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,
5 come i cieli, del giorno e della notte,
6 due come sono i piedi, gli occhi, i reni,
7 come i tempi del battito
8 i colpi del respiro.
9 Quando saremo due non avremo metà
10 saremo un due che non si può dividere con niente.
11 Quando saremo due, nessuno sarà uno,
12 uno sarà l'uguale di nessuno
13 e l'unità consisterà nel due.
14 Quando saremo due
15 cambierà nome pure l'universo
16 diventerà diverso.

Parafrasi
Quando saremo insieme saremo inscindibili come il sonno e lo stare svegli;

saremo come due denti, quello da latte e quello permanente, che mordono lo stesso frutto;
saremo come le acque che si dividono in dolci e salate ma sono sempre acqua;
saremo come il cielo, quello notturno e quello di giorno, che sono sempre lo stesso cielo;
saremo una coppia come sono in coppia i piedi, gli occhi, i reni, come i tempi del ritmo (in levare e in battere) [o forse intendeva il battito cardiaco] come il respiro (ispirare ed espirare).
Quando saremo in due non ci sarà una metà, saremo un due inscindibile perché la metà sarà niente, la coppia sarà l'unità.
Quando saremo noi due persino l'universo non si chiamerà più così, sarà di-verso.

Analisi
Il testo poetico è composto da una sola strofa, i versi sono liberi e il metro vario.
La struttura compositiva si basa su due formule introduttive:
- la prima è “Quando saremo”, che introduce i vv. 1, 9 11 e 14,
- la seconda è l’introduzione del paragone con “come” ai vv. 3, 5 e 7.
Ogni paragone è composto da due elementi antitetici, (cioè opposti fra loro) come le coppie veglia-sonno, dolce-salato, giorno-notte, oppure da due elementi inscindibili perché esistenti in natura nel numero di due come i piedi, gli occhi, i reni.
Questa struttura, che scandisce insistentemente la ricorrenza del numero due, si organizza come un climax, cioè un crescendo di concetti:
- prima individua i due amati come diversi far loro ma complementari (vv. 1-5),
- poi come “gemelli”, simili (v. 6),
- poi inscindibili, come due momenti di una stessa azione (vv. 7-8).

Infine, ultimo passaggio, dal v. 9 i due diventano una sola unità. Non si fondono in un essere ma rendono il concetto di coppia indissolubile, trasformando il 2 in unità di misura in cui la metà non ha valore.
Questo movimento di fusione (diverso-simile-inseparabile-unitario) si conclude con la trasformazione non solo dei due amanti, ma dell’intero universo che, in virtù dell’essere unità fatta di due, cambierà nome in di-verso (giocando sul fatto che il prefisso “di-” nella lingua italiana indica anche l’essere due –vedi la parola dittongo).

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