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La biografia di Eduardo De Filippo

Senatore a vita della Repubblica italiana, Cavaliere di Gran Croce, Eduardo De Filippo nasce a Napoli il 24 Maggio 1900.
Uomo dalle notevoli sfaccettature, passa da attore teatrale a commediografo, da regista teatrale a cinematografico.
Figlio d'arte, sebbene illegittimo, dell'attore Eduardo Scarpetta, cresce nella passione travolgente del teatro napoletano insieme ai fratelli Titina e Peppino, con i quali entra a far parte della compagnia Molinari nel 1929. Già nel 1920 compone la sua prima opera, Farmacia di turno, che apre la raccolta "Cantata dei giorni pari"; ma è con la compagnia che si dedica al suo primo capolavoro Natale in casa Cupiello. Successivamente con i fratelli fonda una nuova compagnia dal nome "I De Filippo", che risaliva alle tecniche e alle vene satiriche della Commedia dell'Arte. Abbandona così il teatro provinciale per dedicarsi, soprattutto in seguito all'incontro casuale con Luigi Pirandello, ad un teatro più impegnato: nasce la rappresentazione del Berretto a Sonagli, Liolà e la scrittura de L'abito nuovo.
Nel 1932 irrompe sulla scena cinematografica con Il cappello a tre punte, mentre la sua esperienza da regista è inaugurata nel 1940 con In campagna è caduta una stella. Fu grande compagno di avventure di Vittorio De Sica (tra le tante il film Filumena Marturano 1951, di cui De Sica e Titina sono i protagonisti sotto la regia di Eduardo).
Nel 1944 chiude la sua carriera di attore, fondando, però, una nuova compagnia "Il Teatro di Eduardo", per la quale acquisterà e ristrutturerà il Teatro San Ferdinando di Napoli, inaugurato con l'opera Palummella zompa e vola nel 1954.
Inizia il periodo più florido; appartengono a questa fase capolavori come Napoli Milionaria (1945), il cui film omonimo con Totò è del 1950, Questi fantasmi![/i] (1946), Filumena Marturano (1946), Mia Famiglia (1953), Bene mio, core mio (1956), De Pretore Vincenzo (1957), Sabato, domenica e lunedì (1959).
Abbandona anche il cinema, nel 1966, dopo il film Spara forte, più forte... non capisco! per dedicarsi alla TV.
Ammirato e stimato in tutto il mondo, vince il "Premio Feltrinelli" nel 1963 con Il sindaco di rione Sanità e il "Premio Pirandello" nel 1973 con Gli esami non finiscono mai; riceve due lauree honoris causa e nel 1981 diventa Senatore a vita.
Dopo l'ultima interpretazione nel film Cuore di Luigi Comencini, muore, con grande commozione del mondo intellettuale, politico e non solo, il 31 Ottobre 1984, a Roma.

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