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Benini, Stefano - La casa bella

Il racconto, narrato interamente da un ragazzo, si apre con una situazione di perfetto equilibrio, in cui l'autore descrive la propria casa e la bellissima zona in cui si trova. Attraverso tale descrizione egli afferma che tutto e tutti in quella valle sono tranquilli e quieti poichè il terreno e gli animali offrono numerosi doni quasi spontaneamente. La villa, dove abita il narratore, è sempre stata meta di fotografi e ammiratori; un giorno però arriva una troupe pubblicitaria che decide di girare uno spot nella villa. Ma lo staff impone forti regole ai vecchi proprietari che, chi più chi meno, partecipano a ciò che accade. anche gli animali sono costretti a sottostare agli ordini imposti: addirittura le civette, che disturbavano i nuovi proprietari della villa, vennero uccise e, come dice il narratore, fu proprio quello il momento di maggiore tensione. Esasperato quindi, l'autore fugge dalla vecchia e tranquilla villa che ormai gli era stata tolta e rivolgendosi a chi abita in topaie e tuguri di città prova quasi un sentimento di gelosia nei loro confronti, poichè crede che loro casa non gli potrà mai essere espropiata a differenza di ciò che è accaduto a lui.

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