L'immagine di me voglio che sia

L'immagine di me voglio che sia
sempre ventenne,come in un ritratto;
amici miei, non mi vedrete in via,

curvo dagli anni, tremulo e disfatto!
Col mio silenzio resterò l'amico
che vi fu caro, un poco mentecatto;

il fanciullo sarò tenero e antico
che sospirava al raggio delle stelle,
che meditava Arturo e Federico,

ma lasciava la pagina ribello
per seppellir le rondini insepolte,
per dare un'erba alle zampine delle

disperate cetonie capovolte...

Commento:

Il poeta ama la giovinezza e teme la vecchiaia come un'esperienza deturpante ed avvilente.
Non vuole invecchiare, dice, e le sue parole suonano come una profezia poichè morirà giovane a causa della tubercolosi.
In questi brevi versi sono racchiusi i temi e le forme più ricorrenti nella poesia crepuscolare: la nostalgia per l'infanzia vista come l'età dell'oro, la malinconia che vela tutte le parole, il linguaggio semplice e quotidiano.

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