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Niccolò Machiavelli

Vita:
Niccolò Machiavelli nacque a Firenze nel 1469 da una famiglia borghese di modesta agiatezza e di buone tradizioni culturali. Il padre Bernardo era un uomo di legge e scrisse un libro, Ricordi familiari, e la madre Bartolomea scriveva versi sacri. Dell'infanzia di Niccolò abbiamo scarse notizie, ebbe un'educazione umanistica basata sui classici latini, ma non imparò mai il greco. Un prezioso documento che determinò la sua cultura fu una copia del De Rerum natura di Lucrezio, che testimonia il suo interesse per una cultura materialistica ed epicurea. Successivamente si schierò tra gli oppositori di Savonarola e nel 1498 andò a Pisa per seguire le operazioni militari relative alla riconquista della città che si era sottratta alla signoria fiorentina. Nel 1500 andò in Francia presso Luigi 12 e cominciò a conoscere la forte monarchia francese e la salda struttura del suo stato. Nel 1502 compì una missione presso Cesare Bolgia, il duca Valentino, che con l'appoggio di papa Alessandro 6 si era impadronito del ducato di Urbino e restò così colpito dalla sua figura di politico audace e spregiudicato che nel Principe assunse la figura del Valentino come esempio di virtù che deve possedere un principe nuovo. Tra il 1502 e il 1503 sarà di nuovo presso il Valentino e potè seguire con i suoi occhi l'abile politica del Borgia. Ma alla morte di Papa Alessandro VI crolla anche il potere e l'operato del Valentino. Nel frattempo Machiavelli si dedica alla letteratura e scrisse attorno al 1504 Il Decennale Primo in cui tratta dell'Arte della guerra e della necessità di creare un esercito permanente al servizio dello Stato, composto da cittadini in armi. Costituita la Magistratura dei Nove, con l'amico Francesco Vettori compì una lunga missione nel Tirolo presso l'imperatore Massimiliano d'Asburgo. Durante il viaggio attraversarono la Svizzera e la Germania, e rimasto colpito dall'unità di quei popoli scrisse Il Rapporto delle cose della Magna. Successivamente tornò in Francia da Luigi 12 per fungere da mediatore in un conflitto con Papa Giulio 2 e scrisse il Ritratto delle cose di Francia. Nel 1511 con lo scontro tra la Francia e la Lega Santa i Medici e con la sconfitta dei francesi i Medici tornano a Firenze. Machiavelli fu escluso dalla vita politica e nel febbraio del 1513 fu accusato di aver preso parte ad una congiura antimedicea e fu torturato e tenuto in prigione per 15 giorni. Liberato quando Giovanni de Medici divenne papa sotto il nome di Leone 10 si ritirò in esilio ad Albergaccio. Lì si dedicò agli studi rimanendo però in contatto con l'amico Vettori, e in questo periodo scrisse il Principe e i Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio; ma l'amarezza trovò sfogo anche in una commedia, La Mandragola. Al fine di ottenere un riavvicinamento alla vita politica di Firenze dedicò Il Principe a Lorenzo de Medici, governatore di Firenze. Tuttavia i Medici continuarono a guardarlo con diffidenza . Nel 1519 morto Lorenzo il governo della città fu assunto da Giulio de Medici + favorevole al riavvicinamento a Firenze di Machiavelli. Così nel 1521 Machiavelli stampò i dialoghi sull'Arte della Guerra dedicandoli a Giulio e quando questi nel 1523 divenne papa gli dedicò anche le Istorie Fiorentine. Nel 1527 i Medici vengono di nuovo cacciati e si ristabilisce la Repubblica, così Machiavelli spera di riottenere la segreteria, ma viene guardato con sospetto e rimane molto deluso. Poco dopo ammalatosi morì nel giugno del 1527.

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