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Niccolò Machiavelli(Firenze 3.5.1469 - Firenze 21.6.1527)


1498 Vasco de Gama arriva in India
1492 Cristoforo Colombo scopre l'America
Acuta e spregiudicata analisi del potere politico
Crisi dell'Italia: mancanza di un moderno stato unitario, eserciti mercenari, debolezza e incapacità della classe dirigente
Umanesimo: atteggiamento laico e razionale, ma pessimistica visione del mondo
Segretario Repubblica Fiorentina (1498-1512)
Principe (1513): il principe "virtuoso" deve lasciarsi guidare dalle regole pratiche desunte dalla verità e contrastare il variare delle circostanze, fortuna, con tutti i mezzi disponibili.
Astuzia, ingegno, audacia o cautela.
Teoria politica: diverse forme di governo (Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio 1515-1521)
questione sulle milizie cittadine
Testi letterari: poemetti, novelle e commedie (Mandragola 1518)

Vita e opere


Famiglia borghese, ma con scarse risorse economiche.
Buona educazione umanistica, basata sopratutto sullo studio dei classici latini.
1498 Segretario seconda cancelleria
Consigliere personale del gonfaloniere della Repubblica.
1499-1500 Pianificò la guerra contro Pisa ribelle.
1502 Due volte da Cesare Borgia, il Valentino, impegnato a creare con ogni mezzo un vasto Stato nell'Italia centrale.
Sarà il suo modello nel Principe.

1508-9 Si occupò dell'arruolamento nella guerra contro Pisa.
Necessità di costruire in Italia uno stato unitario moderno.
1512 Ritorno al potere dei Medici
1513 Condannato x sospetta complicità in una congiura contro i Medici all'Albergaccio presso San Casciano, nella sua casa di campagna.
Lettere a Francesco Vettori dove racconta la solitudine riscattata solo dalla lettura e dallo studio dei classici (Tito Livio)
Progetta ed elabora il Principe e i Discorsi.
Tentativi di recuperare l'antico prestigio.
1520 Inizia a scrivere Istorie Fiorentine per Giuliano de'Medici a cui sperava di far leggere il Principe, in quanto desiderava rientrare nella politica attiva

La visione del mondo


Pessimismo storico e etico: l'uomo non è capace di migliorare con l'evoluzione
Storia: eterno ripetersi di fatti storici, perchè la natura dell'uomo è sempre la stessa mossa da passioni e istinti.
Atteggiamento laico e spregiudicato: innata ricerca della gloria
Esemplarità del mondo classico: rintacciare nei testi anchi modelli ideali da imitare
L'uomo è prevalentemente avido, sopraffattore, traditore e crudele, è la propensione al male, il bene nasce dalla necessità e dalla costrizione.
Nella vita la sofferenza e i momenti tristi prevalgono sulla letizia e sulla gioia.
La malvagità è ontologica: costituisce l'essere umano e quindi è irrimediabile e immutabile.
I comportamenti negativi sono delle costanti ineliminabili dall'agire umano
Coltivare la "virtù": dominare i lati peggiori della natura umana e trarne il meglio, dando origine a comportamenti forti e lungimiranti.
Virtù laica e terrena, che ha come unico criterio di bontà l'efficacia sulla realtà storico-politica
Fortuna: unico ostacolo a questa virtù, fattore esterno alla volontà umana, destino cieco e casuale.
occasione indispensabile perchè l'uomo possa misurare la propria virtù, lottando contro gli eventi.
Possibilità per l'uomo di essere artefice del proprio destino e della sua fortuna.
Nascita di una scienza politica: dalla scoperta di come agisce l'uomo, la possibilità di indicare le leggi che regolano le sue azioni e i modelli dello Stato e i modi per fondarlo e mantenerlo.
Linguaggio essenziale e chiaro, terminologia specifica per il discorso politico.

Lettere a Francesco Vettori


Vettori: ambasciatore fiorentino a Roma, alleviava la solitudine e l'emarginazione politica dello scrittore.
Comunicazione schietta resa con un linguaggio vivo e colorito.
Invidiabile vita alla corte del Papa, radicale contrasto tra le loro attuali condizioni.
Racconto delle sue giornate: boschi, letture e osteria (sfogo della sua frustrazione per un destino amaro)
Ricchezza di sfumature, complessità di pensieri e stati d'animo, auto-ironia, amarezza, passioni (per i classici, la scrittura e l'mpegno politico attivo) e alla consapevolezza del proprio valore.
Allusioni agli aspetti peggiori della natura umana, come la sicura ingratitudine, considerazioni sulla fortuna, cogliere il momento propizio in cui essa lascerà margini anche all'intervento umano
Svariati registri, straordinaria efficacia espressiva
Lessico popolare e intima colloquialità, registro basso, tono pacato o disilluso e contrariato
Autentiche passioni, lessico alto, tono dignitoso e appassionato.

Principe


Il bene dello stato è su tutto
Rapporto tra etica e politica, ricerca Stato reale e politico, non ideale, religone come strumento, instrumentum regni.
Religione, rende coeso il popolo.
La milizia: necessità della creazione di una milizia cittadina contro quella mercenaria e ausiliarie (fallimento)
Il trattato è composto da 26 capitoli.
Dedicato inizialmente a Giuliano de'Medici, ma il governo di Firenze passò a Lorenzo di Piero de'Medici che divenne anche dedicatario dell'opera.
Figura del sovrano ideale, modello per qualità e virtù morali ritenute indispensabili per un politico perfetto.
Non consiglia, come altri trattati simili precedenti, le più ammirevoli virtù, ma indica regole di comportamento pratiche, utili ai principi che vogliono mantenere il potere in situazioni concrete e non in astratte circostanze ideali.
Abbandona le posizioni repubblicane (ritenute le migliori nei Discorsi), superiorità del moderno Stato assoluto, nel quale il potere si concentra nelle mani di un signore, il principe.
Nuovi principati, sono in grado di agire con scelte rapide e vigorose, senza il freno delle vecchie leggi e consuetudini.
Avversione alla tirannia, buone leggi per l'equilibrio delle classi sociali, favore del popolo.

La dedica


A Lorenzo II de'Medici
Legame tra l'intellettuale dell'epoca e il potere politico del Signore
La preziosità del dono sta nella sua utilità pratica: insegnare al signore l'arte di costruire uno stato.
Machiavelli formato politicamente grazie all'esperienza delle cose moderne ela lazione delle cose antiche.
L'ideale stilistico dell'opera è funzionale allo scopo, agomentazioni sviluppate senza giri di parole o ornamenti retorici.
Dare vita a un pensiero e a uno stile nuovo, con la massima efficacia espressiva.
Consapevolezza della portata rivoluzionaria dell'opera che si appresta a donare.
Paragone con il cartografo: allontanare le possibili accuse accuse di presunzione, accostando il proprio lavoro a quello di un umile tecnico.
Legittimare la sua pretesa di consigliare e guidare un principe.
Pone le questioni riducendole a due termini semplici (o...o) complementari o contrastanti.

I diversi tipi di principato e il modo di acquistarli


L'esordio inizia nel cuore dell'opera
Repubbliche e principati, principati ereditari e nuovi, nuovi nel senso di del tutto nuovi o membri aggiunti allo stato del principe che li acquista, acquistati con armi altrui o proprie o con la fortuna o la virtù.
Rigore logico-metodologico vicino a quello della scienza moderna.
Per creare uno stato nuovo bisogna tenere conto del difficile equilibrio tra l'imprevedibilità di eventi storici drammatici e l'abilità di un uomo forte e virtuoso, nel governarli.
Schema dualistico.

I principati che si acquistano con armi proprie e virtù


Principati del tutto nuovi: armi proprie e virtù o armi altrui e fortuna
Cesare Borgia possedeva le virtù del principe ideale: Fortuna (con l'aiuto del padre), armi altrui (esercito francese, poi esercito mercenario) e esercito proprio.
Era ricorso senza esitare all'inganno e all'assassinio.
Fece eleggere come pontefice il cardinale Della Rovere (Giulio II), ma i grandi personaggi non dimenticano le ingiurie subite.
Importanza della storia e della sua esemplarità, modelli eccellenti anche se difficili da eguagliare.
La politica deve essere vista come una scelta.
Esempi di persone famose che sono diventate principi per le loro capacità in situazioni negative, con armi proprie.
Mosè, Romolo.
Il principe deve introdurre nuovi ordinamenti e deve analizzare realisticamente la situazione.
Era necessario il consenso dei sudditi, ma bisognava non farsi condizionare.
Il principe che si regge con le proprie forze, mantiene saldo lo Stato, chi dipende dall'appoggio degli altri è destinato alla sconfitta.
Corrompimento: gli uomini attuali, pur non mutando sostanzialmente natura, appaiono più deboli e incapaci rispetto ai più illustri antenati.
La virtù si rivela nelle condizioni avverse che agiscono da stimolo per affrontare gli ostacoli con energia, determinazione e forza d'animo.
Tono pacato, fare persuasivo e prosa fluida nei confronti degli uomi saggi a cui si rivolge

L'agire politico: sapere essere volpe e leone


Lealtà, virtù alla quale è preferibile la simulazione e l'astuzia, in politica è bene far uso sia della legge che della forza.
E' moralmente lodevole che un principe sia leale e osservi la parola data, ma sconsigliato.
Metafora del centauro, metà bestia e metà uomo, come deve essere il politico nell'usare la forza o la legge.
Adattarsi a imitare la volpe per evitare gli inganni e il leone per spaventare i violenti.
Il principe è costretto a dissimulare, cioè a nascondere la verità: non è necessario che sia leale, quanto che lo sembri.
Sono gli animali e la loro simbologia che rivelano come l'istinto dell'uomo sia considerato una risorsa preziosa e vitale.
Il centauro rimanda all'audacia e all'impeto e rappresenta l'indispensabile unione di forza animale e intelligenza umana.
La politica deve essere autonoma dalla morale.
Contrasto tra la morale e ciò che è politicamente utile, opposizione tra il dover essere e l'essere effettivo.
Ricorso al male: necessità, straordinaria capacità, insieme di competenze tecniche.
Imperativi incalzanti, che non lasciano scelta a un principe, congiunzioni conclusive, stringente necessità (dunque)
Lo stile asciutto trova momenti di straordinaria vivezza nelle immagini degli animali (metafore)

Lo scontro tra fortuna e virtù


La fortuna domina solo metà delle cose , mentre per l'altra metà vale l'intervento della virtù umana, modifica o almeno argina la violenza della fortuna avversa.
Fatalismo: credere che la storia del mondo e le vicende personali siano del tutto regolate dal caso o da Dio
Prevenire o saper resistere ai colpi della fortuna può risultare vincente
La virtù del principe consiste proprio nel sapersi adeguare ai tempi, modificando il proprio modo di agire.
Esempio di Giulio II: la sua indole era impetuosa e violenta, ma i tempi richiedevano tali qualità e lui ebbe successo, ma solo la morte lo ha salvato dalla rovina che gli sarebbe capitata se il contesto storico-politico avesse richesto prudenza.
E' preferibile in ogni caso essere impetuosi piuttosto che cauti, sennò si viene sopraffatti dalla natura.
Paragone con il fiume in piena, capacità umana di predisporre almeno di sagge difese
Metafora della donna-fortuna che va dominata, percuotendola e contrastandola.
Paragone e metafora, forza espressiva del linguaggio machiavelliano, immagini.

L'esempio di Cesare Borgia e di Francesco Sforza


saliti al potere il primo per virtù propria e il secondo per fortuna.
Difficoltà a mantenere un potere ereditato.
Il Valentino ha esercitato tutta la virtù in suo possesso per far fronte agli eventi, ed è quindi degno di lode e di rispetto.
Il fallimento di Cesare Borgia è dato dalla fortuna avversa (morte del padre e sua malattia) e dall'errore di aver accettato Giulio II come Papa.
10 regole per conquistare:
Assicurarsi i nemici, Guadagnarsi amici, Vincere o per forza o per frode, Farsi amare e temere dal popolo, Farsi seguire e riverire dai soldati, Spegnere chi ti può offendere o deve farlo, Innovare gli ordini antichi, Essere severo e garto,
magnanimo e liberale, Spegnere la milizia infedele e crearne una nuova, Mantenere l’amicizia dei principi e dei re in modo che ti abbiano a beneficare con grazia o a offendere con rispetto.

Le milizie mercenarie


Gli eserciti mercenari e ausiliari sono, secondo Machiavelli, inutili e pericolosi perchè i soldati non hanno nessuna ambizione, sono senza disciplina e pronti a tradire. Questo esercito si dimostra forte e potente con gli amici, ma quando incontrano qualcuno di forte scappano. I mercenari combattono solo per i soldi e non moriranno mai per il principe.
Secondo lui è il principe che deve governare il suo esercito e deve essere formato dai cittadini del principato (solo loro difenderanno il loro Stato e se stessi).
In caso di repubblica però ci deve essere a capo dell'esercito un generale bravo e se non lo è bisognerebbe cambiarlo.
Con armi proprie è difficile che il regno cada in tirannia. con i mercenari è probabile.
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