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Niccolò Machiavelli


Vita


Machiavelli nasce a Firenze nel 1469, da una famiglia di ceto medio, da molto tempo impegnata in politica. Cresce in un ambiente colto, nella biblioteca di famiglia conosce i classici della storiografia latina (tra cui Tito Livio) che ispireranno successivamente alcune sue opere, come i "Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio", e che citerà in altre, prima fra tutte "Il Principe".
Durante l'ascesa di Girolamo Savonarola si avvicina alla parte aristocratica che ne provocherà la caduta; nel 1498, alla morte di Savonarola, Machiavelli viene nominato segretario della seconda cancelleria fiorentina. Riceve molti incarichi diplomatici, tra cui l'ambasceria presso Cesare Borgia nel 1502. Nello stesso anno inizia ad operare per dotare Firenze di un esercito proprio.
Nel 1512 i Medici riprendono il potere, e nel 1513, con l'accusa di aver congiurato contro il cardinale Giovanni de'Medici viene incarcerato. Viene però liberato poco tempo dopo con l'amnistia per l'elezione di Giovanni a Papa, con il nome di Leone X. Viene comunque confinato nella sua villa fuori da Firenze, lontano dalla politica, in quello che lui stessp definirà Otium forzato. Durante questo periodo si dedica alla scrittura del Principe, che annuncia a Francesco Vettori già in una lettera del 1513. Partecipa alle riunioni della giovane aristocrazia fiorentina, durante le quali legge bozze di quella che poi si trasformerà nei Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio.
Nel 1520 viene rappresentata per la prima volta la Mandragola presso Leone X.
Nello stesso anno gli viene commissionata la composizione delle Istorie Fiorentine, presentate nel 1525 con meno successo di quanto sperato. Rientrato nel frattempo nelle grazie dei Medici, compie alcuni nuovi incarichi diplomatici, durante i quali incontra, tra gli altri, Guicciardini, ma nel 1527 (nello stesso anno del Sacco di Roma), i Medici cadono e Machiavelli muore.

Il Principe


Inizialmente intitolato De Principatibus, viene dapprima indirizzato a Giuliano de'Medici, morto questo, dedicato al nipote, Lorenzo de'Medici.
L'obiettivo è ingraziarsi la prestigiosa famiglia fiorentina per poter tornare in politica, ma l'opera non viene particolarmente apprezzata.
E' una via di mezzo tra un saggio e un trattato, del primo ha la tensione argomentativa, del secondo l'intento espositivo.

Contenuto:
- strategie per acquisire e mantenere il potere all'interno di un principato, valutando la politica per come è e non per come dovrebbe essere (non si guarda ad un principe utopico ma ad un principe capace);

- tipologie di eserciti: l'argomento è al centro dell'opera, molto caro a Machiavelli, che riteneva necessario, per il buongoverno, l'arruolamento di eserciti personali, che permettessero di non affidarsi ad armi mercenarie.
- il ruolo della fortuna: è una componente esterna, imprevedibile (il fato). Influisce a metà sulle nostre azioni, sul resto la virtù. Quest'ultima comunque può prevalere, se si sfruttano le occasioni positive e si prevengono quelle negative.
- ritratto del principe: deve essere possibilmente un privato cittadino che conquista il potere autonomamente (un principe novo); deve essere sottratto a qualsiasi obbligo morale; deve agire per il bene dello stato.
- esempio del modello di principe: Cesare Borgia.

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