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Machiavelli (1467-1527)

Opere: Il principe (che scrive quando è in esilio) - Discorsi (impianto stoico)

Gli umanisti tornano a scoprire la figura del principe.
l'ideale è ricostruire la repubblica ma non ci sono le condizioni, il suo modello è Cesare Borgia che mette al primo posto lo stato (il fine giustifica i mezzi), infatti Machiavelli stesso rimane impressionato nel vedere come il Borgia riesca a sventare una rivolta, invitando egli stesso con l'inganno i signori locali (i Colonna) e facendoli uccidere. Il principe deve possedere 50% di virtù e 50% di fortuna,

Giudico che la fortuna sia arbitra della metà delle azioni nostre
ma che ce ne lasci governare l'altra metà., deve essere furbo come una volpe e forte come un leone, cambiare aspetto da situazione a situazione.
Lo stato è un ancòra di salvezza per tutti, è legittimo ingannare il popolo, preferibile che abbia paura.
Dal momento che l'amore e la paura possono difficilmente coesistere, se dobbiamo scegliere fra uno dei due, è molto più sicuro essere temuti che amati.
Il popolo, per Machiavelli, è una massa amorfa e grezza, e la religione è il cemento del popolo e va bene per chi è povero di spirito, quindi la chiesa deve servire allo stato.
Machiavelli, prima lavora per i Medici poi viene proclamata la repubblica e fu accusato di una lega anti medicea quindi viene esiliato, egli si reca all'Albergaccio presso S. Casciano dove ha un podere e scrive un opuscolo, come egli stesso lo denomina nella celebre lettera a Francesco Vettori, De principatibus, dove s'interroga sul come mai Francia e Inghilterra siano più forti, e come mai l'italia sia debole. Ne conviene che l'italia è debole poichè frantumata in piccoli stati, quindi delinea la figura del principe che può secondo la virtù e secondo la sorte unificare l'italia facendo luce su questi punti nel suo trattato:
su che cosa sia il principato, di quante specie sia, come mantenerlo e perchè si perde.
Il principe è diviso in 26 capitoli:
1-11: tipi di principato
12-14: sulle milizie, avrebbe desiderato che le milizie fossero costituite dal popolo stesso che difende lo stato, per lui infatti il popolo sarebbe stato di gran lunga più motivato rispetto ad un esercito costituito da mercenari pagati.
15-23: Come deve essere il principe. Essendo l'umanità avida e malvagia, il principe deve essere altrettanto spietato per mantenere lo stato, e se egli lo mantiene ogni fine verrà giustificato.
24: perchè i principi italiani hanno perso lo stato? A causa dell'ignavia non hanno saputo prevedere.
25: rapporto virtù-fortuna: la capacità di saper prevedere i cambiamenti di fortuna.
26: Esortazione finale.
L'esperienza per Machiavelli si divide in reale, quando si è provato sulla propria pelle un qualcosa, o ricavata, dalla lettura dei classici. Ritiene che l'uomo non possa cambiare, avendo così una concezione naturalistica, come non cambiano il sole e le stelle. Così attraverso le due esperienze, crede di poter formulare delle leggi universali sul comportamento umano. Per radicare le virtù del principe è necessario vi siano alcune istituzioni: religione, leggi, milizie.

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