giando1 di giando1
Ominide 38 punti

Luigi Pirandello nasce ad Agrigento nel 1867 da un’agiata famiglia. Dopo aver iniziato gli studi tecnici, poiché il padre lo vuole imprenditore ( perché il padre vuole che si occupi dell’amministrazione delle miniere di zolfo), passa a quelli letterari e si iscrive alla facoltà di lettere di Palermo. Nel 1887 si trasferisce a Roma e si dedica agli studi filologici. Ma nel 1889 si trasferisce a Bonn per continuare i suoi studi linguistici e filosofici. Rientrato a Roma diviene insegnante di letteratura italiana e collabora con diverse riviste letterarie. Nel 1903 però, una frana provoca l’allagamento della solfara nella quale il padre aveva investito. Dunque la famiglia subisce un grave dissesto economico e così la moglie di Pirandello, già sofferente di disturbi nervosi, diventa pazza. I problemi famigliari inducono lo scrittore a pensare al suicidio e da tutto ciò probabilmente nasce il romanzo “Il fu Mattia Pascal”:

Nel 1910 poi comincia ad occuparsi di teatro. Nel 1924 aderisce al Fascismo, poiché gli pare il movimento più adatto a riportare l'ordine borghese da lui desiderato. Il successo internazionale fa si di ricevere il premio Nobel nel 1934. Due anni più tardi muore a Roma.

La visione del mondo

Il suo pessimismo assume connotati tipicamente novecenteschi e moderni: egli, di fronte al frantumarsi di ogni valore e di ogni certezza maturò la convinzione che fosse impossibile individuare nuovi valori da contrapporre ai vecchi. Infatti approdò a una concezione dell’uomo e della vita tanto pessimistica da potersi definire nichilista. Pirandello, quindi, non crede più in alcuna possibilità di sistematizzazione del reale. Egli è già del tutto estraneo alla cultura del fine Ottocento.

LA POETICA: UMORISMO
L’umorismo, spiega come un’ arte capace di mostrare le contraddizioni della realtà non possa che essere un’arte umoristica. Per definire l’umorismo, Pirandello ne sottolinea soprattutto la componente riflessiva, quella che lo distingue dalla comicità. L’umorismo infatti nasce dal sentimento del contrario, dalla consapevolezza che la realtà è molto più complessa di quanto appaia. Se Pirandello ricorre all’esempio della vecchia signora, che indossa una minigonna e dunque si veste come una giovane fanciulla, viene avvertita come contraria a ciò che riteniamo normale, e la troviamo comica e ci vien da ridere. La risata non può che tingersi di amarezza e di pietà. La riflessione induce alla ricerca di una possibile spiegazione e trasforma l’avvertimento del contrario in sentimento del contrario.

Tra le sue opere importanti troviamo il “Fu Mattia Pascal”. Fu il primo grande successo di Pirandello, scritto in un momento difficile della sua vita, cioè durante i problemi famigliari e che lo inducono a pensare al suicidio.

Il fu Mattia Pascal

Mattia Pascal vive a Miragno, dove il padre ha lasciato alla famiglia una discreta eredità, che presto va in fumo per i disonesti maneggi dell’amministratore, Malagna. Mattia Pascal per vendicarsi mette incinta sia la moglie e sia la cugina Romilda. Costretto però a sposare la cugina si trova a convivere con la suocera che lo disprezza. La vita famigliare è un inferno, umiliante è soprattutto l’impiego nella biblioteca. Dunque decide di fuggire per tentare una vita diversa e va a Montecarlo dove vince alla roulette un’enorme somma di denaro e per caso legge sul giornale della sua morte. Finalmente ha la possibilità di cambiare vita. Con il nome di Adriano Meis, si stabilisce come pensionato in casa del signor Paleari. S’innamora della figlia Adriana, ma si accorge che con la nuova identità non può far nulla e non può sposarsi. Quindi architetta un secondo finto suicidio per poter riprendere la vera identità.
Tornato a Miragno dopo due anni, nessuno lo riconosce ed la moglie ormai si è risposata. Non gli resta che accettare questa situazione, e scrivere la sua storia portando ogni tanto fiori sulla sua tomba.

Hai bisogno di aiuto in Luigi Pirandello?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email