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Vita di Pirandello


Luigi Pirandello nasce ad Agrigento nel 1867 in una famiglia economicamente instabile, anche se agiata. A Palermo conosce intellettuali anarchici e sovversivi. Ha numerosi conflitti con la figura paterna, ciò gli crea disagio e lo spinge verso la letteratura. Studia alla facoltà di lettere di Roma, dove conosce Capuana, ma si laurea in Germania in tedesco sui dialetti siciliani. Pubblica nel 1901 L’esclusa.
Nel 1903 subisce un duro colpo; la moglie di ammala, influenzando la sua fragile personalità e viene privato della rendita di suo padre, è così costretto a dare lezioni private e collaborare con giornalisti. Pubblica a puntate Il fu Mattia Pascal, alla ricerca di una stabilità economica nel 1904. Pubblica un saggio L’umorismo, dove teorizza la poetica dell’umorismo. Dal 1909 escono sul Corriere della sera le Novelle.
Nel 1916 comincia la fase del teatro grottesco, con titoli come Così è (se vi pare), che suscitano perplessità e critiche. Il successo internazionale è raggiunto con la fase teatro nel teatro, dove porta in scena Sei personaggi in cerca d’autore.
Nel 1922-1923 riorganizza le Novelle, nasce così Novelle per un anno. Conosce Marta Abba, con la quale inizia una relazione parallela al matrimonio, tuttavia sarà sempre un rapporto platonico per rispetto della moglie. Entrerà a far parte del Partito Nazionale Fascista, per tutelare i suoi attori e poiché non prese posizione in merito, si arrese immediatamente. Nel 1925 esce Uno, Nessuno e centomila. Nel 1934 riceve il premio Nobel per la letteratura. Muore a Roma nel 1936.

-La poetica dell’umorismo

I manifesti della poetica dell’umorismo sono presenti nel L’umorismo e nelle Premesse di Il fu Mattia Pascal. L’umorismo è in stretta connessione con la modernità. Le nuove scoperte, specialmente quella Copernicana, hanno messo in crisi ogni verità certa e hanno favorito una concezione relativista, secondo la quale non esiste nessuna verità assoluta o principio morale.
La poetica umoristica sottolinea il contrasto tra forma e vita. La forma è l’insieme degli autoinganni (convenzioni) a cui l’uomo crede per convincersi che la vita abbia un senso. L’uomo costretto a vivere nella forma diventa maschera o personaggio, che recita ciò che la società si aspetta di vedere. Una volta presa coscienza, può decidere se accettare passivamente la realtà oppure rimanere persona, seguendo le pulsioni vitali e vivendo fuori dagli schemi, seguendo così la vita.
Rappresenta in primo luogo un evento contrario di quello che dovrebbe essere (momento comico), e poi fa riflettere lo spettatore/lettore sul motivo del suo comportamento (momento umoristico). Per questo il suo teatro si contrappone a quello di Alfieri e Goldoni.
Pirandello mette in scena la borghesia, l’esponente della forma, ai borghesi stessi, muovendo una critica e provocando una sorta di umorismo, ma anche riflessioni e pietà.
Le caratteristiche sono:
  • 1. La distruzione dei valori passati per dare vita a situazioni grottesche
    2. La struttura aperta delle opera, ovvero l’assenza di chiusura
    3. L’uso del linguaggio quotidiano
    4. La “destituzione del’io” ovvero la perdita della propria autorità e integrità
    5. La riflessione sulla vita, da chi ha preso coscienza della forma
    6. Opposizione all’arte classica, romantica e decadente.

-Il fu Mattia Pascal

L’opera pubblicata nel 1904, presenta tre diversi modelli di romanzo: antiromanzo, romanzo idilliaco- famigliare e romanzo di formazione. Tutto il romanzo è scritto come se fosse un soliloquio interiore, ma con lo stile di uno spettacolo teatrale (domande retoriche, esclamazioni).
Trama
La storia comincia dalla fine delle vicende. Il protagonista è il “fu” Mattia Pascal che vive in una situazione atemporale e senza posto. Mattia Pascal vive a Miragno, un paesino della Liguria. Eredita dal padre una grossa cifra che gli permette di vivere agiatamente. Si ritrova sul lastrico, ed è costretto a lavorare in una biblioteca e decide si sposare una donna che non lo ama. La situazione economica e la difficile vita coniugale lo spingono alla fuga. Arrivato a Montecarlo, vince una grossa somma di denaro, approfitta della falsa notizia sulla sua morte (hanno trovato un cadavere che gli somiglia) per cambiare identità. Mattia Pascal cambia il suo nome in Adriano Meis. Si sposta a Milano, dove rimane colpito negativamente dalla modernità. Si trasferisce a Roma, dove si innamora di Adriana. Tuttavia la condizione di uomo senza documenti e identità, incomincia a pesare nel momento in cui non può sposare Adriana o denunciare un furto durante una seduta spiritica. Approfitta di una occasione per inscenare il suo suicido. Ritorna a Miragno, dove si accorge che la vita delle persone che conosceva è andata avanti e si sono dimenticate di lui. Decide di rifugiarsi in un luogo dove possa scrivere le sue memorie in un luogo dove è estraneo allo scorrere della vita senza identità
Tematiche
1. L’inettitudine (l’uomo che non si è mai interrogato su cosa vuole dalla vita), il doppio e la crisi di identità
2. Diversità fra forma e vita
3. La famiglia come nido e prigione
4. Il gioco d’azzardo e lo spiritismo, alla quale si collega il vivere lasciandosi al caso
5. Ironia
6. La modernità
7. Il relativismo storico, l’uomo ha bisogno di verità assolute in cui credere ed è convinto che la sua visione delle cose debba essere quella universale, tuttavia è anche sottolineato che le ideologie personali cessano di esistere di fronte alle grandi ideologie della massa portare dallo sviluppo storico.

Uno, nessuno e centomila

Scritto nel 1925, è un romanzo che presenta una struttura aperta e una conclusione chiusa.
Vitangelo Moscarda rivoluziona la sua vita il giorno in cui la moglie gli fa notare che il suo naso è leggermente mosso. Da qua si rende conto che esistono tantissime tipologie diverse di se stesso, uno per ogni persona che lo conosce e lo interpreta. Vitangelo decide di cambiare l’immagine che le altre persone hanno di lui e la personalità che la società gli attribuito (la forma). Tuttavia si rende conto che ottenere una identità veritiera (uno) lo renderebbe solamente uguale a tutti coloro che hanno un identità sociale (centomila), perciò decide di diventare nessuno, rinunciando al proprio nome, storia e presenza.
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