Pirandello, vita e opere

Pirandello, nella sua produzione, affronta il problema della crisi del soggetto, il disagio della civiltà e della letteratura, elaborando un sistema capace di proporre percorsi e soluzioni nuove alla scrittura. Pirandello nasce a Girgenti, attuale Agrigento, in una villa denominata “Il Caos”, attribuendo valore emblematico a questo luogo definendosi figlio del caos. Lui attinge sempre alla memoria, ma non come ritorno nostalgico, ma come miniera di fatti, eventi e personaggi. La visione di un mondo corroso dalla decadenza segna dei punti fondamentali nel suo pensiero come la ripetitività nel rappresentare la vita come catastrofe o come diminuzione di un bene. Fondamentale per lui fu il confronto con il pensiero positivista che secondo lui non offre un sistema di riferimenti valido per l’uomo. Suo capolavoro fu "Il fu Mattia Pascal", questo protagonista realizza il sogno segreto di molti uomini, la possibilità di avere una seconda vita. Per Pirandello, infatti, l’esistenza umana si presenta come attraversata da elementi paradossali, ogni uomo vorrebbe essere ciò che non è, è come una pedina di un gioco che deve sottostare alle regole.

Pirandello utilizza diversi generi, trasformandoli a volte, ma fondamentale per lui è la novella in quanto genere adatto per l’umorismo pirandelliano, lo è per la sua brevità, perché adatta a ribaltare la situazione. La lingua utilizzata è la lingua media, comprensibile e facilmente traducibile, portò, infatti, alla risoluzione del problema di una lingua nazionale. Il tono utilizzato è medio, presenta termini dialettali, stranieri o tecnici, elementi volti a rappresentare l’immediatezza del parlato e la percezione diretta dei sentimenti dei personaggi. Il suo modello è in un certo senso Verga, soprattutto per l’utilizzo dello stile indiretto libero che è fondamentale per entrare nell'interno dei personaggi.

Il fu Mattia Pascal

Questo romanzo viene pubblicato a puntate nella “Nuova Antologia”, per poi essere ripubblicato in volumi. Mattia Pascal, ormai chiuso in una biblioteca, risponde ad un vecchio prete con “Maledetto sia Copernico!”. Quest’affermazione rivela la concezione relativistica che ha rotto la visione antropocentrica. Dopo Copernico la posizione dell’uomo è relativa, quindi è venuta meno la possibilità di interpretare oggettivamente la realtà. Mattia Pascal, si illudeva di comprenderla, confidando nel lanternino della propria coscienza, solo alla fine intuisce l’impossibilità di comprenderla perdendo la propria identità. Questa concezione relativistica è alla base della struttura dell’opera. Questo non è un romanzo realista, la storia trattata è “strana”, dove la persona utilizzata è la prima. Il protagonista cerca si fuggire dalla realtà assumendo una nuova identità per crearsi una nuova vita, diventando artefice del proprio destino. Questa però risulta essere un’illusione, in quanto si renderà conto di non poter decidere per sua volontà e nel momento in cui deciderà di riprendersi la vera identità scoprirà di averla persa completamente. Questa visione rappresenta il pensiero pirandelliano della società che impone delle maschere che l’uomo non può decidere di tenere o togliere.

Trama

Mattia Pascal vive in Liguria in casa con la moglie, la madre e la suocera costretto a lavorare in una biblioteca. Stanco di questa vita decide di fuggire all’estero. Vince in un casinò e la notizia che la suocera e la moglie l’hanno riconosciuto nel cadavere di un suicida gli fa comprendere che gli sia stata data un’altra possibilità. Prende il nome di Adriano Meis e si stabilisce a Roma dove si innamora di Adriana Peleari. Di lei però è innamorato il cognato Papiano che decide di rovinare i piani di Adriano e di rubargli tutto il denaro. Nonostante Adriano scopre il ladro non può fare nulla, in quanto non è riconosciuto dallo Stato, non gli è consentito né denunciare il furto e né sposare Adriana, così decide di ritornare al suo paese e inscena un finto suicidio di Adriano. Giunto in Liguria scopre che la moglie si è sposata ed ha avuto un figlio con un suo vecchio amico. Torna a lavorare nella biblioteca e a chi gli domanda chi sia risponde sempre “Io sono il fu Mattia Pascal”.

Io e l’ombra mia

Adriano Meis ha baciato Adriana Paleari, figlia del padrone di casa. Il giorno dopo rimane nella sua stanza per cerca di trovare una soluzione in quanto non può rivelare la verità sulla sua identità. Alll’improvviso Adriana entra con la scusa di dover portare il conto del chirurgo che l’aveva operato all’occhio per lo strabismo( per non essere riconosciuto). Meis si accorge che gli erano stati rubati i soldi vinti al casinò. Adriano scopre il ladro non può fare nulla in quanto non è riconosciuto dallo Stato, non gli è consentito né denunciare il furto e né sposare Adriana. Durante una passeggiata vede la sua ombra è capisce che è l’unica cosa che gli è rimasta. La storia è caratterizzata da infiniti paradossi come quando tutto accade quando decide di togliersi la benda per cancellare ogni traccia della sua vecchia identità, anche quanto Adriana assiste alla scoperta del furto.

Umorismo

L'arte umoristica, sostiene, è un’arte del tutto diversa da quella tradizionale: rifiuta, infatti, le costruzioni ideali, scompone anziché abbellire, vede il mondo come è e non come dovrebbe essere; infine, lo ritrae nella maniera più diretta e sincera, senza paura di quanto può sembrare sconveniente. Pirandello distingue il "comico" e l’"umoristico", affermando che il primo aggettivo riguarda un ridere ingenuo e disinteressato, mentre l'altro indica un sorriso un po' più amaro, caratterizzato dalla consapevolezza di quello che ne sta alla base.

Teoria del lanternino

Quando Adriano viene bendato, il padre di Adriana lo intrattiene con le sue teorie filosofiche e crea la sua “lanterninosofia” secondo cui tutti viviamo con il nostro piccolo lumicino, un lanternino, col quale ci illudiamo di sapere e conoscere qualcosa. Al di sopra dei lanternini individuali, vi sono dei grandi lanternoni, quelli delle idee e delle luci-guida che accompagnano gli uomini per uno spazio di tempo più o meno ampio fino a quando una fiera ventata spegne i lanternoni e noi ci troviamo a ricercare un po' di luce, servendoci solo dei miseri e insufficienti nostri lanternini. Ciò significa che oltre questo buio esiste una realtà più grande a cui l’uomo dovrebbe essere indirizzato.

Novelle per un anno

L’opera avrebbe dovuto contenere 365 novelle, una per ogni giorno dell’anno, divise in 24 volumi. Pirandello si ferma a 241 novelle, raccolte in 14 volumi. Un quindicesimo volume, composto da 15 novelle esce l’anno dopo. Non è presente un ordine cronologico o tematico e questo può essere interpretato come un’allegoria della casualità della vita. Le novelle sono ambientate in Sicilia, a Roma e negli Stati Uniti, descrivono un’umanità imprigionare nelle maschere che la società le impone, che tenta in vana di fuggire da questa realtà. Attraverso la novella Pirandello vuole mettere a nudo il mondo mediante l’umorismo, che gli permette di mettere a fuoco le incongruenze e le contraddizioni. Le novelle costituiscono uno specchio dello sviluppo narrativo, mentre le prime presentano elementi del naturalismo, quelle a metà della sua vita riflettono caratteristiche dei romanzi, le ultime si avvicinano al surrealismo e alla relatività dell’interpretazione.


Uno, nessuno e centomila

Il romanzo ha la struttura di un contorto monologo attraverso cui il protagonista racconta la propria vicenda. Questa è divisa in nove libri suddivisi in capitoletti. Vi è una negazione dell’identità individuale: l’uomo comprende di essere uno e centomila, di possedere diverse identità a seconda di com'è visto dagli altri e quindi di essere nessuno. Il protagonista vive una serie di vicissitudini che lo portano a ritirarsi in un ospizio, qui, a contatto con la natura, comprende che la vita umana è parte dell’eterno divenire. L’annullamento dell’identità individuale diviene una fusione panica con l’armonia del cosmo.

Trama

Vitangelo Moscarsa è un inetto che vive della rendita della banca del padre. La sua vita viene sconvolta quando la mogli gli fa notare che il suo naso pende un po’, rivelandogli, così, che gli altri lo vedono in modo diverso rispetto a come lui pensa di essere. La scoperta si trasforma in ossessione. Capisce che esistono centomila Vitangelo. È il trionfo del relativismo: l’identità individuale non esiste, se non nelle sue infinite forme che la società impone. Cerca così di cambiare l’idea che hanno gli altri di lui. Tutti pensano che sia impazzito e quando un’amica della moglie lo va ad aiutare, all’improvviso tenta di ucciderlo e qui Vitangelo viene accusato di avere una relazione segreta con la donna e decide di donare i suoi averi alla fondazione di un ospizio.

Mia moglie e il mio naso

Una mattina la moglie, scherzosamente, fa notare al marito di avere il naso che pende un po’ e in seguito fa una lista di tutti i suoi difetti. L’uomo fa una scoperta: la componente esteriore che dovrebbe essere oggettiva, risulta invece soggettiva, viene negata l’unicità e il protagonista perde la sua identità. L’impianto è del monologo anche se sono presenti dialoghi con la moglie e con i lettori.

Hai bisogno di aiuto in Luigi Pirandello?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email