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Riassunto e Analisi di alcune novelle di Pirandello

Prima Parte:
I Capricci del Caso

Il Caso è un imprevisto fuori dal controllo dall’uomo. Il Destino dell’uomo può cambiare a causa di eventi imprevedibili e casuali senza che lui ne abbia colpa o possa farci nulla. Il caso ribalta le situazioni ed è molto importante nell’opera di Pirandello i cui protagonisti sono sempre incapaci di imporsi sul mondo che li circonda.

Se…

Il protagonista, Valdoggi, una sera incontra ad un caffè un suo ex compagno dell’esercito, Lao Griffi. Quest’uomo è accompagnato dalla madre e gli appare subito un po’ strano. Dopo pochi minuti di conversazione, Griffi racconta a Valdoggi di essere appena uscito di prigione. E’ stato assolto dall’accusa di avere assassinato la moglie. Griffi non sa darsi pace e continua a ripetere che se l’esercito lo avesse mandato in un’altra città anziché a Potenza, lui non avrebbe conosciuto quella moglie sciagurata, non si sarebbe innamorato di lei e non l’avrebbe sposata. La moglie infatti era innamorata di un altro con il quale l’aveva tradito. Per questo lui l’aveva uccisa ed era stato poi assolto essendo il crimine per adulterio allora non ritenuto reato.
Secondo la madre del Griffi è stata colpa del destino, ma il Griffi è convinto che se solo lo avessero mandato altrove…

La Maestrina di Boccarmé

Mirina Boccarmé era rimasta orfana da giovane e come tale sedotta da un cugino che le aveva fatto credere di eesersi innamorato di lei, l’aveva presa per una volta sola e poi non si era più fatto rivedere. Per la vergogna, Mirina si era trasferita in un’altra città dove faceva la maestra e passava il tempo libero seduta sul molo a guardare le navi che andavano e venivano all’orizzonte. Un giorno su quello stesso molo, incontra una sua ex compagna di collegio, Lucilla Valpieri. Costei per uno strano caso del destino è l’attuale amante del cugino di Mirina e anzi confessa di averlo mandato in rovina e che ora lui sarebbe senza impiego proprio a causa sua. Mirina è disgustata da quella donna corrotta e turbata per il ricordo di quell’uomo che pur avendola fatta tanto soffrire è comunque stato l’unico amore della sua vita. Con un gesto liberatorio decide così di inviargli tutti i risparmi di una vita.

Lumie di Sicilia (siciliane)

Micuccio Bonavino affronta un viaggio di 36 ore in treno per andare a trovare la sua fidanzata Teresina. Ma scopre che questa è ormai diventata una celebre cantante ricca e corrotta che ora si fa chiamare Sinas Marnis. Era stato lui stesso a pagarle gli studi per fare lezioni di canto e rimane sconvolto nel sentirsi prima trattato male dalla servitù e poi nacosto in uno stanzino quando la Marnis rientra da teatro con il suo seguito di ammiratori. La zia Marta, madre della fanciulla è felice di vederlo e insieme i due si ritrovano a rimpiangere la semplicità del paese di origine. Ma ormai è tardi, Micuccio capisce che non sposerà mai Teresina e nemmeno gli importa più. Sparisce silenzioso piangendo e lasciandosi alle spalle le lumie, frutti portati dalla Sicilia e da Sina Marnis distribuiti con insensata superficialità tra gli ospiti.

Prima Notte

Questa novella è dominata dal tema della sofferenza e si svolge durante l’arco di una giornata. Marastella, rimasta orfana di padre da poco è costretta a sposarsi con un uomo più vecchio di lei, vedovo che non ama. Costui (Lisi Chirico) è il guardiano del cimitero e si risposa malvolentieri in quanto è ancora molto legata alla moglie defunta, sulla cui tomba piange regolarmente. A sua volta, Marastella aveva perso in un naufragio non solo il padre ma anche l’uomo amato. Dopo una triste cerimonia nuziale ed un matrimonio senza festa e pieno di lacrime, i due sposi si ritrovano la prima notte di nozze a piangere ognuno su una tomba del piccolo cimitero.

Lontano (siciliana)

Questa novella è ambientata a Porto Empedocle ed è una delle più lunghe di Pirandello, incentrata sul tema della solitudine.
Un giorno Don Paranza che di mestiere faceva il pescatore e l’interprete per le navi straniere che arrivavano a porto Empedocle accoglie in casa un norvegese malato di tifo. Il moribondo, contro ogni aspettativa, guarisce grazie anche alla amorose cure della nipote adottata da Don Paranza, Venerina. Una volta guarito, Lars Cleen non sa cosa fare. Il suo piroscafo non si sa quando ripasserà e deve così trovarsi un lavoro su un’altra nave. Nel frattempo decide con poca convinzione di sposare la ragazza. Foto e Video su Pirandello
Ma a Porto Empedocle è lo zimbello di tutti: lui non capisce la lingua e la mentalità del posto, anche la moglie lo deride e si sente imbarazzata da lui. Lars è sempre più triste ed isolato. Gli nasce un figlio che assomiglia in tutto alla madre, alla fine Lars rivede i suoi compagni di passaggio a Porto Empedocle ma non ha il coraggio di seguirli ed abbandonare la sua famiglia. Rimarrà lì, condannato all’esilio ed alla solitudine.

Il ventaglino

Questa novella appartiene al filone del naturalismo e del verismo e si svolge in poche ore in un giardinetto, un afoso pomeriggio estivo. Tuta, la protagonista è una fanciulla di 20 anni con un bimbo di sette mesi. E’ appena stata cacciata da una casa in cui era andata come balia perché aveva finito il latte. Si ferma in un giardinetto ma nonostante la sua situazione sia disperata lei appare spensierata. Dapprima una vecchia le regala due pezzi di pane, poi mentre il bimbo mangia il suo, arriva un bambino più grande e dispettoso che glielo strappa via. Tuta protesta e la madre del bambino le regala due soldi. Passa il tempo e la ragazza medita anche il suicidio, mentre vede soldati e coppiette passare per il giardino. Alla fine arriva un venditore di ventagli. Tuta spede quegli unici soldi che ha e ne compra uno. Poi si tira giù la scollatura e si sventaglia il petto, guardando sfacciata i soldati che passano.

La Giara

Don Lollò è un ricco proprietario terriero rissoso e attaccabrighe. A forza di consultare l’avocato e fare causa a tutti si è quasi mandato in rovina. Per il nuovo raccolto delle olive, Don Lollò compera una giara nuova enorme e grassa che paga 4 onze. Ma una sera, i contadini raccoglitori trovano la giara spaccata di netto a metà. Don Lollò urla e strepita, poi si fa convincere e chiama Zì Dima che pareva avesse inventato un mastice miracoloso per riparare i cocci. Zi Dima arriva e litiga subito con Don Lollò perché costui non si fida e vuole che la brocca sia riparata con mastice e punti di ferro. Zi Dima infuriato si mette al lavoro, ma quando finisce di riparare la giara si accorge di esserci incastrato dentro. Don Lollò gli paga il lavoro e va a consultarsi con l’avvocato che gli suggerisce di fare uscire Zì Dima e farsi pagare il danno. Zi Dima rifiuta di uscire e pagare e organizza una festa spendendo le 5 lire guadagnate riparando la giara. Don Lollò, ifuriato, in un accesso di ira colpisce la giara che rotola e si spacca contro un ulivo.

Cinci

Questa novella appartiene alla maturità di Pirandello e parla degli oscuri istinti che dominano l’uomo e del caso. Cinci è un adolescente arrabbiato, che porta ancora i calzoni corti e i cui piedi non stanno più nelle scarpe. Non ha mai conosciuto suo padre e sua madre fa una vita irregolare, andando a lavorare qua e là a giornata. Un pomeriggio Cinci rientra da scuola e non trovando nessuno se ne va a spasso con il suo cane, Fox. Per caso, incontra un ragazzo della sua età con il quale incomincia una rissa per via di una lucertola che questi ha ammazzato. Senza rendersene conto, Cinci ammazza il suo coetaneo colpendolo con un sasso, tornerà a casa facendo finta di niente.


Seconda Parte:
Pena di vivere così

La vita con i suoi casi assurdi imprevedibili opprime e condanna l’uomo che vivendo sconta come una colpa, senza accorgersene. A volte l’uomo è non solo vittima ma anche oppressore degli altri, senza saperlo. La vita insomma è dominata dalla sofferenza, dalla pena e soltanto gli affetti come l’amore e la maternità riescono a contrastare un poco il dolore della solitudine dell’esistenza e della crudeltà del destino.

Sole e Ombra

Ciunna, il protagonista di questa novella ha appena rubato 2700 lire al monopolio dei tabacchi dove lavora; l’ha fatto per aiutare la famiglia di suo figlio che ha 4 figli ed un quinto in arrivo. Ora desidera suicidarsi per non essere costretto a pagare con il carcere e la vergogna il suo crimine. Dapprima pensa di uccidersi con il veleno, poi pensa che sia meglio affogarsi, per questo scrive una lettera a moglie e figlio e si fa portare una mattina presto al porto da un vetturino. Ma una volta arrivato al porto, incontra un giovane amico che lo obbliga ad una giornata di festa in compagnia. Così Ciunna si ritrova a fare il bagno in mezzo a quelle acque in cui avrebbe voluto annegarsi e poi a pranzare e a bere. Il proposito di suicidarsi gli sembra sempre più ridicolo e lontano. Però quando ubriaco rientra a casa la sera, buttato nella carrozza, si ricorda della lettera che ha lasciato al figlio e del suo crimine. Si ricorda anche di avere in tasca alcune pastiglie di veleno e disperato le inghiotte. Morirà in quella carrozza che lo riporta a casa.Foto e Video su Pirandello
Marsina Stretta
Questa novella è dominata dal tema dell’umorismo. Il Prof. Gori si deve recare al matrimonio di una sua giovane allieva e protetta, Cesara Reis. Questa sta per andare sposa di un uomo vedovo che inizialmente la voleva come istitutrice per i suoi figli ma che poi si era innamorato di lei e l’aveva chiesta in moglie nonostante la differenza di condizione sociale. La ragazza infatti era povera e provvedeva per sé e per la madre mantenendosi agli studi. Il prof Gori che è grande e grosso è costretto a noleggiare una marsina che non è della sua taglia e gli sta stretta. Irritato da quell’indumento si reca al palazzo dello sposo per scoprire che il matrimonio non si fa più: la madre di Cesara è infatti morta all’improvviso. Gori sconcertato e furibondo si accorge che la famiglia di lui congiura per mandare a monte il matrimonio: la sua protetta rischia di rovinare il suo futuro a causa di quel lutto. Gori non esita e trascina la fanciulla fino al municipio. Il matrimonio viene celebrato, per merito di Gori e di quella marsina che lo ha tormentato tutto il giorno, rendendolo battagliero.

La Mosca
Questa novella, di ambientazione siciliana, appartiene al filone naturalistico e veristico. Domina il tema del caso.
Neli è un giovane bracciante, bello e pieno di vita, fidanzato con una fanciulla altrettanto bella. Una mattina, Neli insieme al fratello Saro corre a chiamare il medico: il cugino Zarù è moribondo in una stalla vicino al luogo in cui stavano lavorando per la raccolta delle mandorle. Mentre il medico fa preparare la mula per andare dal malato, Neli ne approfitta per andare a farsi radere dal barbiere: più tardi spera comunque di vedere la fidanzata. Il barbiere gli fa un taglietto da niente, mentre Neli racconta che la storia della misteriosa malattia del cugino. Infine viene il momento di raggiungere il moribondo insieme al medico. Zarù giace coricato nella stalla, il volto nero, gonfio e irriconoscibile. Il medico diagnostica il carbonchio e chiede se sia stato punto da un insetto. Zarù tace ma poi vede una mosca di fronte a sé e si ricorda di esserne stato infastidito. Sta per parlare ma vede la mosca che si posa sul volto di Neli per succhiare il sangue da quel taglio. In silenzio vede l’insetto portatore di morte contagiare anche il cugino e si rallegra di non morire solo.

Scialle nero
Questa novella racconta il dramma della solitudine di una donna di 40 anni, Eleonora Bandi. Questa era rimasta orfana a 18 anni di entrambi i genitori e aveva sacrificato la sua vita per fare studiare il fratellino piccolo e il suo migliore amico, Carlo d’Andrea (anche lui orfano). Ma i due, molto uniti, non le avevano mai dato quel calore e quell’affetto che lei si aspettava per avere rinunciato ad una famiglia sua, si erano soltanto sentiti in dovere di mantenerla nel lusso. Ora uno medico e l’altro avvocato rimangono sconvolti nello scoprire che Eleonora è in cinta del figlio del contadino del podere dove lei ha trascorso le vacanze. Il padre del bambino ha 19 anni ed è un somaro che Eleonora, sentendosi sola aveva tentato di aiutare negli studi. Il giovane le era piombato addosso e lei non era riuscita a respingerlo. Il fratello, furibondo le impone di sposare il ragazzo ed esibisce la vergogna di quella virtù infangata. Eleonora, poco dopo il matrimonio abortisce e rischia di morire. Il giovane le sta accanto e lei lo ama come un figlio. Poi un giorno che lui si sente attratto da lei, avvolta in uno scialle nero, Eleonora piuttosto che concedersi un’altra volta al suo giovane sposo, si getta in un dirupo. Lo scialle nero cade lento e aperto poco più in là.

Pari
Questa novella è ambientata a Roma e si rivolge contro il mondo dei burocrati e di coloro che lavorano nei ministeri. Secondo P. si tratta infatti di un universo gretto che conduce a cancellare le aspirazioni e la vitalità dell’uomo. Due carissimi amici, Bartolo Barbi e Guido Pagliocco sono pari in tutto: hanno fatto carriera insieme, vivono insieme e lavorano insieme. Nelle cose in cui sono diversi, i due si compensano a vicenda. Nessuno di loro pensa di sposarsi ma la moglie di un loro diretto superiore organizza un doppio matrimonio con Gemma Gandini e Giulia Montà.
Le due fanciulle sono amicissime e inseparabili e il doppio matrimonio è un successo senonché le 2 fanciulle incominciano a desiderare anche il marito dell’altra. Questo desiderio inconfessato si realizza quando arrivano a Roma i due fratelli minori di Barbi e Pagliocco. Foto e Video su Pirandello
Ognuna delle due donne diventa l’amante del cognato dell’altra. In questo modo entrambe godono di un Barbi e di un Pagliocco. I due amici, pari in tutto, lo sono anche nelle corna.

Il Lume dell’altra casa
In questa novella, ambientata a Roma, torna il tema della solitudine e della drammaticità dell’esistenza umana. Tullio Buti, il protagonista vive una vita di solitudine e isolamento totale. E’ sopravvissuto ad un’infanzia terribile, in cui il padre picchiava la madre e i figli ma questa esperienza gli impedisce di assaporare i piaceri della vita. Una sera, la camera dove vive a pensione si illumina per la luce della finestra di fronte. Tullio incomincia a spiare i dirimpettai: una famiglia con 3 bambini che ogni sera cena in armonia, in questo modo il suo cuore acquista un po’ di serenità. Ma l’affittacamere e sua figlia pensano che lui spii di là perché innamorato della signora Masci (madre dei bambini). Lo riferiscono alla signora, che anziché arrabbiarsi, ricambia Tullio fino a fuggire con lui diventandone l’amante e abbandonando la famiglia. Alla fine, la Masci, pentita, implorerà le due donne perché le lascino spiare dalla stanzetta i figli seduti a tavola per la cena.

Il Prof. Terremoto

Questa novella affronta il tema dell’umorismo come sentimento del contrario. Un gruppo di viaggiatori sta attraversando in treno la zona di Messina, sconvolta dal terremoto nel 1908. Mentre i passeggeri di prima classe parlano del terremoto e degli atti eroici compiuti in quell’occasione da alcuni, un signore arrabbiatissimo dice che coloro che essi chiamano eroi sono tutti disgraziati. Un giovane, incuriosito gli chiede di spiegare la sua teoria e lui racconta di una donna malata di tisi, che avendo salvato i suoi 4 figli in modo eroico aveva risvegliato l’amore del marito che la trascurava da un pezzo. Costui, infiammato dall’eroismo della donna l’aveva messa incinta e lei era poi morta d’aborto. Il suo eroismo era stata una disgrazia.
Il Prof. Racconta poi del suo caso personale: 15 anni prima, durante il terremoto di Reggio Calabria, aveva salvato la famiglia presso la quale stava a pensione, una vedova con 3 figli e i suoi due genitori. In seguito a quel gesto, la ragazza si era innamorata di lui con la conseguenza che lui l’aveva sposata e ne aveva avuto 5 figli. Ora si trovava con 15 persona a carico (8 figli, 4 genitori, la sorella nubile e lui). Chi avrebbe ancora osato dire che gli eroi non erano disgraziati?

L’Avemaria di Bobbio

In questa novella domina l’umorismo, come sentimento del contrario. Un notaio, Marco Saverio Bobbio ha abbandonato da tempo la fede cristiana a favore della filosofia. E’ un uomo ricco e studioso che soffre da anni di mal di denti. Molti ne ha già tolti, ma quelli che restano lo tormentano con periodiche fitte di dolore. Una domenica, mentre è nella casa di campagna con la famiglia e gli amici è colto da un dolore atroce ad un dente, Bobbio decide di andare immediatamente in città a farselo togliere. Una volta in carrozza, passa davanti ad un tabernacolo con la statua della madonna e quasi senza accorgersene incomincia a recitare un’ave maria. Il dolore scompare all’istante. Tempo dopo gli succede la stessa cosa, invocando la Vergine, il dolore scompare. Ma un filosofo ateo come Bobbio non può sopportare un simile prodigio e piuttosto che ammettere il miracolo si fa cavare il dente.

La Trappola
Questa novella si svolge come un discorso interiore di un uomo, Fabrizio, convinto che la vita sia una Trappola perché conduce sempre alla morte. L’uomo è diviso tra la vita e l’apparenza, la forma. La forma è un concetto fondamentale in Pirandello perché l’uomo secondo lui, non è mai sé stesso ma si sforza di recitare sempre una parte. Per Fabrizio, le donne sono lo strumento diabolico del destino perché attirano l’uomo spingendolo a riprodursi e a generare altri infelici che saranno comunque in Trappola. Anche lui è stato sedotto da una donna sposata, che non poteva avere figli e che ha strappato a lui una gravidanza per poi andarsene con il marito. Fabrizio rimarrà da solo con il vecchio padre malato e paralizzato, condannato a quella sorte dal padre di suo padre che inconsapevolmente lo ha generato 76 anni prima. Per Fabrizio, infatti ogni genitore è il boia della creatura che genera e che dice di amare perché la condanna a morte.

Colloquii con i Personaggi

In questa novella c’è un forte elemento autobiografico. Pirandello racconta che quando stava per scoppiare la 1 Guerra Mondiale, nel 1914 aveva messo un avviso per invitare tutti i suoi personaggi a non presentarsi più, a causa del grave momento che stava vivendo. Suo figlio, Stefano, stava per partire per la guerra. Foto e Video su Pirandello
Ma un personaggio viene lo stesso a trovarlo e gli dice che ai personaggi non importa nulla della guerra perché essi vivono in una realtà ideale, fuori dal tempo, in un universo parallello. Ai personaggi non importa nulla della guerra perché la guerra è solo un momento della storia che passerà. Allo stesso modo gli uccelli non ne sanno nulla e continuano a cantare e le rose a sbocciare. A P. non resta che conversare con i suoi personaggi
Nella seconda parte della novella siamo nel 1915 e P. si trova a parlare con l’ombra della madre morta da poco, mescolata insieme ai personaggi di fantasia delle sue novelle. P. rimpiange la madre che lo faceva sentire vivo con il suo amore ed i suoi pensieri materni. L’essere figlio di P. è infatti morto insieme alla cara madre.

La Signora Frola e il Signor Ponza, suo genero

Con questa novella siamo di nuovo nel mondo dell’assurdo. Nel paese di Valdana, arrivano 2 personaggi. Il sig. Ponza affitta due appartamenti: uno in centro per la suocera, la Signora Frola, ed uno fuori per sé e per la moglie. Dai balconi di quest’ultimo, pendono molti cestini e panierini.
La Frola sostiene di dovere abitare separata dalla figlia perché il marito è pazzo e geloso e la tiene segregata in casa. Per questo lei deve comunicare con la figlia attraverso dei biglietti posti nei cestini. Il Ponza invece sostiene che è la suocera ad essere pazza: non ha mai accettato la morte della figlia, avvenuta 4 anni fa ed ora crede che la seconda moglie sia la figlia. Il Ponza dice di assecondare la follia della vecchia per quanto questa sia costosa. La Frola spiega che lo suocero è ammattito perché la figlia è stata assente da casa per un anno, in cura per un esaurimento nervoso. Tornata, il marito non l’ha riconosciuta e si è convinto che sia un’altra donna, la sua seconda moglie appunto.
I cittadini di Valdana non sanno a chi credere. La Frola e il Ponza si danno del pazzo ma nessuno sa chi abbia ragione e intanto i due sono affettuosissimi l’uno con l’altra. Solo la moglie potrebbe forse dire la verità. Ma come crederle.

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