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I primi romanzi di Luigi Pirandello

Pirandello nacque nel 1867 a Girgenti (=Agrigento) e amava definirsi “Figlio del Caos” poiché nacque nei pressi di un bosco, chiamato Cavuso,dal greco Xaos. Nacque in una famiglia borghese in cui il padre preme per avviarlo agli studi commerciali; egli però si iscrive alla facoltà di lettere di Palermo, per poi trasferirsi a Roma; non si laureerà mai poiché litiga con il relatore della tesi. Si reca così a BONN in Germania, ove consegue la laurea in filologia, con una tesi sul dialetto di Girgenti. Tornato in Italia, sposa la figlia del socio in affari del padre, che avrà però episodi di schizofrenia. I primi successi letterari sono dovuti all’incontro con Capuana, fondatore del Verismo.

• Il suo primo romanzo fu “L'esclusa" : una donna siciliana Marta Ajala venne accusata ingiustamente di aver tradito il proprio marito e per questo venne esclusa dalla società, costretta così a trasferirsi in un’altra città. Successivamente il suo onore viene riscattato poiché il marito comprende di non essere stato tradito e la riporta a casa, nonostante ella abbia un’altra relazione di cui il paese non era a conoscenza, per salvaguardare l’onore della famiglia. Occorre sottolineare che il tema dominante è quello dell’ apparenza: è presente infatti una profonda divisione dell’Io che sembra quasi indossare una maschera.

• Il suo secondo romanzo fu “I vecchi e i giovani” in cui egli effettua un’analisi storico-sociale delle famiglie degli anni ’60 dell’ ’800, in cui emergono due figure: da un lato il nonno anziano che rappresenta il capofamiglia, dal quale emerge una forte rassegnazione (il mondo sta cambiando, ma l’uomo non può fare nulla per cambiare le cose), dall’altro il giovane nipote che vede sempre più un futuro incerto.

• Il suo terzo romanzo fu “Il fu Mattia Pascal” in cui il protagonista è un bibliotecario ligure che vive una vita grigia, borghese e mediocre e che si allontana dal paese d’origine, in cui viene ritrovato un cadavere attribuito proprio a lui; in questo modo egli prova una sensazione di estrema libertà. Tale vita piacevole si tramuta subito in tristezza: la vita senza identità non gli permette infatti di sposarsi e ne tanto meno avere un lavoro. Infatti l’uomo non è tale se libero dagli schemi famigliari, lavorativi e sociali. Torna così al paese d’origine, ove però ritrova sua moglie che si è risposata con il nuovo bibliotecario.

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