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Luigi Pirandello - "La carriola"

Questa è una novella scritta da Luigi Pirandello; il quale esprime le proprie considerazioni sul mondo degli uomini e su le crisi a cui gli uomini sono sottoposti. Nel caso de la carriola la vittima di questa crisi è l'avvocato; nella prima sequenza ci viene presentato un personaggio, apparentemente una donna, che poi scopriremo essere una cagna sul quale l'avvocato riversa la sua "spaventosa gioia" .Infatti l’avvocato al ritorno dal suo viaggio in Umbria è a contatto con l’alienazione ,che inizia con una stanchezza fisica ; gli occhi vedono ma lui sembrare non vedere ; “non riesce a cogliere la bellezza di quelle campagne umbre”. Si ritrova in un spazio interminabile dove sensi non hanno valore; dove gli occhi non vedono eppure nella mente dell’avvocato passano immagini di una mente non sua di una vita che non ha mai vissuto, vita e desideri avuti in questa vita-parallela, cerca di assaporare questi momenti ma non ci riesce perché non li ha mai vissuti. Al suo risveglio il personaggio si ritrova in “tutt’altro animo” questo perché in quel liquido amniotico è riuscito a comprendere che la vita che aveva vissuto ; non era come la desiderava, tutte quelle cariche che gli erano state imposte lui non le aveva desiderate, capisce infine che lui non aveva mai vissuto e che fino ad allora ; un altro uomo aveva reso il suo posto; un altro uomo “era l’avvocato il professore” non lui. Arriva a rinnegare a tal punto il passato che vorrebbe andarsene fuggire(rinnegare tutto moglie ,lavoro i figli). Ma proprio i figli; che lui prima aveva dichiarato non essere suoi, lo convincono a rientrare ad accettare la propria vita e i propri doveri. Ma con la consapevolezza che da oggi in poi; ogni tanto dovrà concedersi un momento di spacco un momento di gioia. Lui se lo concede(facendo fare la carriola alla cagna); perché è l’unico modo per vendicarsi verso quel mondo che lo aveva formato , che lo aveva costruito a suo piacimento.

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