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L’accettazione umoristica della forma

La posizione rassegnata di chi accetta consapevolmente la maschera e sta al gioco delle parti assume un aspetto umoristico: il personaggio si camuffa e mostra di accettare le convenzioni sociali, ma solo per ridicolizzarle.
Esempio: Chiàrchiaro, il protagonista di “La patente” (novella adattata alla scena), indossa, per poter sopravvivere, la maschera da iettatore attribuitagli dagli altri. La sua vicenda in apparenza è comica, in realtà nasconde una tragedia: quella di un uomo condannato a rappresentare una parte che gli è stata imposta con la prepotenza degli altri (ricorda Rosso Malpelo).

L’”oltre” e la “filosofia del lontano”

L’altra strada è quella in cui il personaggio si guarda vivere, si estrania dalla realtà (come Serafino Gubbio in “Quaderni di Serafino Gubbio operatore”), diventa “forestiere del mondo” (come Mattia Pascal de “Il fu mattia pascal), scopre l’impossibilità di essere autentico agendo in quella forma (come si vede ne La Carriola), evade verso un “oltre” fantastico (come ne “Il treno ha fischiato”) o nella gioiosa partecipazione alla vita della natura.

La modernità di Pirandello consiste proprio nell’intuizione irrazionale di quell’ “oltre” che egli definisce la
Filosofia del lontano: essa consiste nell’acquisire una consapevolezza critica della realtà, contemplandola come una distanza infinita, in modo da cogliere l’assurdità di ciò che è abitudine considerare normale.

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