Luigi Pirandello

Pirandello è lo scrittore italiano del 900’più famoso nel mondo. E in particolare il teatro a rivelare l’innovatività e la grandezza di Pirandello.Egli fa si che nella letteratura italiana subentrino dei caratteri fondamentali della ricerca dell’avanguardia europea del primo 900’: la crisi delle ideologie e il conseguente relativismo,il gusto per il paradosso,la tendenza alla scomposizione e alla deformazione grottesca ed espressionistica,la scelta della dissonanza,dell’ironia,dell’umorismo,
dell’allegoria. A questi esiti non perviene subito,perché egli è un uomo dell’800’che proviene da una stirpe classica,romantica e decadente,e quindi si ebbe un evoluzione graduale e progressiva,approdando tra il 1904-1908 fra il romanzo “il fù Mattia Pascal”e il saggio” L’umorismo”.

Tenendo presente l’evoluzione culturale e artistica di Pirandello è possibile distinguere 5 diversi periodi della sua vita e nella sua produzione letterale e teatrale:

-Quello della formazione(sino al 1892 quando decise di dedicarsi alla letteratura)

-Quello della coscienza della crisi(1892-1903 affiorano le prime tematiche relativistiche)

-Quello della narrativa umoristica(1904-1915 “il fù Mattia Pascal)

-Quello del teatro umoristico e del successo internazionale(1916-1925)

-La stagione surrealista(1926-1936 segnata dai “miti teatrali e dalle ultime novelle)


Tre diversi ambienti influiscono sulla formazione psicologica e culturale di Pirandello:quello siciliano, tedesco e romano.
L’ambiente siciliano contribuisce a dare la fisionomia psicologica ma anche quella sociale e politica dello scrittore. Il padre Stefano era stato Garibaldino e dirigeva miniere di zolfo nei pressi di agrigento,dove nacque lo stesso Pirandello,la madre,veniva da una famiglia di patrioti antiborbonici. E’ cosi educato al patriottismo e al culto dei valori risorgimentali,proviene da una famiglia la cui situazione economica e sociale,è al quanto precaria e segnata dall’instabilità. Quando poi si iscrisse all’università di Palermo frequenta i corsi di legge e di lettera,entrando in contatto con un ceto intellettuale,quello siciliano ancora più inquieto e marginala,spesso attraversato da fermenti anarchici e da esigenze socialiste. Nello stesso tempo il rapporto con il padre mostra componenti conflittuali e antagonistiche. La personalità brusca e invadente del genitore,le sue avventure sessuali,possono spiegare il rifiuto di certi aspetti della figura come
Il senso per gli affari,la capacità di decidere,la disinvoltura nel mondo della pratica quotidiana:ne deriva un profondo senso di inettitudine,che influenza anche questa sua scelta di dedicarsi alla letteratura,quasi a compensare un senso di scacco e di frustrazione.

L’ambiente romano,fù frequentato da Luigi per 2 anni,qui fù studente di Lettere ed entrò in contatto con Capuana che contribui’ a far maturare la sua vocazione letteraria. Un contrasto con il professore di latino indusse Luigi a laurearsi a Bonn. Nella città tedesca si applicò in letture che lo influenzarono in modo probabilmente decisivo. Qui discusse la tesi di carattere linguistico sul dialetto agrigentino.
Tornato da Bonn e stabilitosi di nuovo a Roma,Pirandello dedica la propria vita alla letteratura e al teatro. Dopo aver scritto alcune novelle che usciranno nel 1894 con il titolo di “amori senza amore”e avere tentato la commedia in atto unico,si impegna al romanzo. Con degli amici siciliani dà vita alla rivista ” Arièl ”che si oppone al misticismo e al simbolismo. Scrive novelle,saggi in cui si nota,l’assunzione di atteggiamenti problematici,l’interesse per il comico e per l’umoristico.
Nel 1903 il dissesto economico della famiglia paterna,segna una data importante,lo scrittore nel 1904 aveva sposato Maria Antonietta Portulano su pressione della famiglia più che per scelta propria. La dote della moglie era stata poi investita dal padre nelle miniere di zolfo quando poi nel 1903 un allagamento fa perdere il capitale investito,le conseguenze per Pirandello sono doppiamente negative: la moglie viene colpita da una paralisi che influisce in modo decisivo su una psicologia già debole ed alterata,minandone per sempre l’equilibrio mentale; poi viene privato della rendita paterna,e con 3 figli sulle spalle lo scrittore deve impegnarsi in lezioni private e collaborazioni giornalistiche. Nasce da questa situazione l’impegno di scrittura del romanzo pubblicato a puntare sulla “nuova antologia” con il “ Fù Mattia Pascal”.Foto e Video su Pirandello
Con il Fù Mattia Pascal la sua produzione letteraria subisce una svolta di grande importanza: inizia dedicarsi alla narrativa,abbandonando i precedenti tentativi teatrali,inoltre questo è il periodo di elaborazione della poetica dell’umorismo,periodo in cui pubblica svariati romanzi,tra i quali, L’umorismo,i vecchie e giovani,uno nessuno e centomila. Questo è anche un momento molto intenso per quanto riguarda la sua attività novellistica:i suoi racconti vengono pubblicati sul corriere della sera,e successivamente riuniti in volumi.
Il periodo compreso tra il 1916-1925,vede il momento del teatro umoristico e del successo internazionale di Pirandello. Cominciano ad uscire opere più importanti in campo teatrale,opere che rappresentano il teatro grottesco. Avvia una riorganizzazione di tutta la sua precedente produzione novellistica,correggendola e ripubblicandola in un opera che assume il titolo complessivo di Novelle per un anno. Nel 1924 si iscrive al partito fascista,attraverso una lettera aperta a Mussolini. Egli vede infatti nel fascismo un movimento rivoluzionario che rappresenta la forza della vita capace di rompere le cristallizzazioni sociali,inoltre l’educazione patriottica lo induce a riconoscersi in un regime di tipo nazionalistico,fra l’altro Mussolini gli consente di avere di finanziamenti per creare e dirigere la compagnia del teatro d’arte di Roma. Nel 1925 esce su rivista in volume “Uno nessuno e centomila”,la conclusione di questo romanzo presenta una sorte di mistica fiducia nella natura,che segna un momento di rinnovamento. Di qui in avanti compare in Pirandello una tematica di tipo surrealista rivolta a valutare positivamente l’elemento inconscio,ingenuo,naturale,e a privilegiare non solo la vita-intesa come energia primitiva e disgregazione anarchica dell’io-contro la forma,ossia norme e consuetudini,ma anche il mondo dei miti e dei simboli contro la realtà delle convenzioni razionali e sociali. La sua fama è al colmo,nel 1934 riceve il premio Nobel per la letteratura,viene colto da una polmonite nel 1936 e muore a Roma.
Non ci furono onoranze pubbliche ,né funerali di stato, le sue ceneri furono traslate ad Agrigento,e una “ rozza pietra” come egli voleva,fù posta ai piedi di un pino nella contrada del Caos dove egli era nato.

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