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Luigi Pirandello

La vita e le opere
l’ambiente siciliano contribuisce a determinare la fisionomia psicologica, sociale e politica. Quando Luigi si iscrive all’Università viene in contatto con alcuni ceti intellettuali ancora più inquieto e marginale. Nello stesso tempo il rapporto con il padre mostra componenti conflittuali, dal quale ne deriva un senso di inettitudine schiacciato da un padre prepotente e tirannico. Esso influenza la decisione di dedicarsi alla letteratura. Successivamente frequenta per due anni (1887-89) l’ambiente romano, dove incontra Capuana, che contribuì a far maturare in lui la vocazione letteraria. Successivamente frequenterà l’ambiente tedesco, facendo letture che lo influenzano in modo decisivo. Stabilitosi di nuovo a Roma, compone l’opera “Amori senza amore”. Nel 1903 il dissesto economico della famiglia paterna segna una data importante. Lo scrittore nel 1894 sposò una donna e la dote della moglie venne investita dal padre in una miniera di zolfo. Ma nel 1903 un allagamento fa perdere il capitale investito e le conseguenze per Pirandello sono negative. Nasce da questa situazione di crisi, nel 1904: “Il fu Mattia Pascal”. Con quest’ultima opera la letteratura di Pirandello subisce una svolta di grande importanza: abbandona il teatro e si dedica solo alla narrativa (anche se ritornerà a dedicarsi del teatro), inoltre in questo periodo è presente la poetica dell’umorismo. Dopo il 1916 iniziano ad apparire alcune delle sue opere più importanti in campo teatrale. La stagione del grande successo teatrale inizia con i “Sei personaggi in cerca d’autore” (1921). Nel 1922-23 Pirandello avvia una riorganizzazione di tutta la sua precedente produzione novellistica, correggendola e ripubblicando in un’opera che assume il titolo complessivo di “Novelle per un anno”. Nel 1924 si iscrive al partito fascista. E l’appoggio di Mussolini gli consente di avere i finanziamenti per creare e dirigere la compagnia del Teatro d’Arte di Roma. Tra il 1926 e 1936 si avvicina al Surrealismo, rivolta a valutare positivamente l’elemento inconscio. Nel 1934 riceve il premio nobel per la letteratura. Verrà colpito da una polmonite e muore a Roma nel 1936.

-La poetica dell’umorismo→ La realizzazione della poetica dell’umorismo avviene tra il 1904- 1908. Pirandello affermerà l’umorismo una caratteristica perenne dell’arte. Inoltre farà la contrapposizione tra arte umoristica e arte epica e tragica, deriva dalla constatazione che nella modernità la poesia fondata sul tragico e sull’eroico non è più possibile. L’umorismo è l’arte del tempo moderno, in cui le categorie (vero, falso, male, bene…) sono entrate in crisi e in cui non esistono più parametri certi di verità. Perciò propone un atteggiamento esclusivamente critico-negativo e personaggi problematici e dunque inetti nell’azione pratica. L’arte umoristica è volta continuamente a evidenziare il contrasto tra forma e vita e tra persona e personaggio. Il soggetto non è più una persona integra, corretta ma si riduce a maschera che recita la parte che la società esige da lui e che lui stesso si impone attraverso i propri ideali morali. Secondo Pirandello tutti gli uomini sono maschere o personaggi perché tutti recitano una parte.
-La differenza tra umorismo e comicità→ l’umorismo non è la battuta di spirito ma è un momento di riflessione sulla vita, mentre il comico fa ridere perché rappresenta il contrario della realtà. L’arte di questo periodo non può essere divertente perché il personaggio è un inetto.

Il fu Mattia Pascal
Il romanzo è suddiviso in 3 parti, è come se fossero 3 romanzi in 1:
1) capitoli (XVII-XVIII,I-II)→ protagonista il fu Mattia Pascal, la storia inizia dalla fine e alla fine intreccia le due cose e ci fa vedere quello che ormai fu;
2) capitolo (III,VI)→ protagonista Mattia Pascal, finisce questa storia quando Mattia pensa al suicidio, fino al finto suicidio;
3) capitoli (VIII-XVI)→ protagonista Adriano Meis, la nuova identità. E alla fine si ritorna al primo capitolo.

Il fu Mattia Pascal venne pubblicato a puntate sulla rivista “Nuova Analogia” tra aprile e giugno 1904 e poi in un volume lo stesso anno.

I temi principali del romanzo sono:
-la famiglia sentita come nido (II capitolo) o come prigione (III capitolo);
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  • -il gioco d’azzardo e lo spiritismo (caso e caos);

  • -inettitudine: i personaggi sono degli inetti che sognano un’evasione impossibile e che alla fine si si trasforma consapevolmente in un antieroe;

  • -lo specchio, il doppio, la crisi dell’identità, Mattia Pascal ha un rapporto difficile non solo con al propria anima, ma anche con il proprio corpo. Ha difficoltà ad identificarsi con se stesso. La crisi di identità dipende anche dalla sua duplicità, rappresentata dalla sua predisposizione a sdoppiarsi e dalla sua inclinazione a porsi davanti allo specchio.

  • -la modernità, la città, il progresso, le macchine, riflette sulle conseguenze del progresso, negando che la felicità sia prodotta dalla scienza.

Sei personaggi in cerca di autore
E' l’opera con la quale Pirandello da inizio a una trilogia di opere scritte che porteranno alla formazione del “teatro nel teatro”. Inoltre segna una svolta, sono raggiunti entrambi gli obiettivi impliciti nella ricerca teorica di Pirandello sul teatro: autonomia dei personaggi e dissacrazione del momento artistico. La formula del “teatro nel teatro” va ben al di là dell’artificio di far recitare sulla scena, durante la recita di un dramma,e diventa un pretesto per discussione sul teatro stesso. L’opera scritta è portata in scena nel 1921. In quest’opera i personaggi hanno una propria autonomia, che portano il ad un’impossibilità del senso che si collega alla riflessione teorica in scena.

L’opera fu presentata per la prima volta a Roma il 9 maggio 1921. Negli anni successivi uscirono delle ristampe con qualche variante, finchè, nel 1925, con la quarta edizione, si arrivò alla redazione definitiva. Nel passaggio dalla redazione del 1921 a quella del 1925, Pirandello decide di privare i personaggi dalla consistenza naturalistica che essi avevano nella redazione precedente, per renderli più astratti ed emblematici. Inoltre, il testo del 1925 presenta una conclusione profondamente modificata, suggestionata dal nascente Surrealismo. La “prima” dell’opera si risolse in un fallimento, il pubblico infatti respinse il dramma, che pochi mesi dopo trionferà a Milano e successivamente nei teatri di tutto il mondo. Le figure che compaiono sulla scena, fin dalla loro presentazione nella didascalia iniziale, sono divise in due gruppi: da un lato i “sei personaggi della commedia da fare”, a cui si aggiunge, evocata, Madama Pace; dall’altro, “gli attori della compagnia”, il direttore, il suggeritore, il macchinista, apparitori e servi di scena. Sei personaggi in cerca di autore non è un dramma già compiuto, ma il tentativo di mettere in scena “una commedia da fare”, ancora da elaborare e dunque aperta ed inconclusa. A conferma di questo caratter ancora indeterminato e quasi informe, non vi è una suddivisione in atti e scene, ma bensì una serie di interruzioni casuali, dovute a quanto sta accadendo sul palcoscenico e allo sbaglio del Macchinista che ad un certo momento, per un equivoco, cala il sipario.
La vicenda. Mentre una compagnia si accinge alla prova di una commedia di Pirandello, “il giuoco delle parti”, irrompono sul palcoscenico i sei Personaggi. Sono rimasti senza autore, in quanto quello che li ha immaginati si rifiuta di dare loro forma e significato; perciò chiedono al Capocomico di rappresentare il loro dramma. Fra i sei, due spiccano sugli altri, assumendo subito un ruolo di protagonisti: il padre e la figliastra, legati da un rapporto di rabbioso antagonismo (o forse morbosa attrazione). Il padre, nel raccontare il dramma della famiglia, cerca di spiegare e giustificare il proprio comportamento: accortosi della vicinanza della moglio al proprio segretario, aveva creduto di poter organizzare la vita dei suoi familiari spingendo la donna ad andarsene da casa, ad abbandonare il figlio di due anni ed a costruirsi una nuova vita con l’altro uomo. La madre aveva acconsentito poiché era stata privata del figlio dal marito, perché potesse trascorrere una vita più salutare ma, morto il convivente e rimasta in povertà, è stata costretta a lavorare come sarta da Madama Pace. Quest’ultima in realtà nasconde, nel retrobottega della sartoria, una casa di appuntamenti. La figliastra, spinta dalla miseria della famiglia, vi si prostituisce, finchè un giorno, fra i suoi clienti, compare il padre. Quest’ultimo non arretra neppure quando si accorge che il vestito indossato dalla ragazza è a lutto a causa della morte recente del padree.Foto e Video su Pirandello
Solo un grido della madre, riesce ad impedire l’incesto che sta ormai per consumarsi. A questo punto l’uomo vuole tornare a provvedere alla famiglia e chiama presso casa sua la madre ed i tre figli che lei ha avuto dal convivente. Ma il figlio, l’unico legittimo, si oppone ai fratellastri, chiudendosi in un silenzio polemico e rancoroso contro gli altri membri della famiglia e soprattutto contro il padre e la figliastra. La situazione di angoscia e tensione in cui vive la famiglia si ripercuote sui due più piccoli: la bambina e il giovinetto muoiono.
Struttura dell’opera. La struttura riflette una complessa e contradditoria relatività. In assenza di un autore che sappia cogliervi un significato universale, le diverse interpretazioni fornite dai personaggi entrano in un conflitto reciproco, che né il Capocomico né lo spettatore sono in grado di risolvere. Il dramma è strutturato su diversi livelli: al piano del passato si contrappone quello delle interpretazioni che al presente ne danno i personaggi ; un terzo piano è dato dall’equivalente scenico messo in atto dal Capocomico, in realtà diverso sia dal fatto, sia dal modo in cui i personaggi lo ricordano; un quarto piano è quello del rapporto metatestuale tra personaggi ed autore. Attraverso questa struttura, Pirandello esprime una nuova visione del mondo, disarmonica, contradditoria, umoristica e dominata dal senso moderno della relatività della complessità. I temi principali dell’opera sono l’incesto, la famiglia, il sesso come bestia da esorcizzare, il rimorso del padre, la vendetta della figliastra e l’istintività della madre. Ma nell’opera che ingloba la “commedia da fare” questi temi vengono ridimensionati e degradati da altri, quali: la vita come recita, l’inautenticità dei rapporti umani, i fatti come “sacchi vuoti” , la distanza che separa parole e realtà e la molteplicità dell’io.
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