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Pirandello, Luigi - Il Fu Mattia Pascal (8988)

Appunto sull'analisi specifica dei temi presenti all'interno del romanzo del 1903 di Luigi Pirandello

E io lo dico a Skuola.net
Pirandello Luigi
Fu Mattia Pascal
I temi principali del romanzo sono i seguenti:
1. la famiglia, sentita come nido o come prigione. un nido la famiglia origina- ria, fondata sul rapporto di tenerezza fra Pascal e la madre e sentita come idillio con Romilda e quello con la suocera, la terribile vedova Pescatore. In questo secondo caso, sembra possibile solo l'evasione. Si riflette in un elemento indubbiamente autobiografico: l'idealizzazione della madre costante in Pirandello e si accompagna invece all'esperienza infelice del matrimonio;
2. il gioco d'assordo e lo spiritismo: Pirandello rappresenta minuziosamente il casinò di Montecarlo, nei pressi di Nizza, dove Pascal vince alla roulette divenendo improvvisamente ricco. La descrizione dei luogo ha del reportage giornalistico e doveva servire a stimolare la curiosità del lettore borghese nei confronti di un posto favoloso e "proibito". Ma in realtà iligioco d'azzardo era un tema ricorrente: esso presente, per esempio, in II giocatore di Dostoevskij (1867). Esso affascina Pirandello perchè l'importanza del caso e il potere della sorte contribuiscono a rafforzare la sua teoria della relatività della condizione umana, sottolineando i limiti della volontà e della ragione. Nella stessa direzione va l'interesse per lo spiritismo (una seduta spiritica rappresentata nel cap. XTV), molto diffuso fra i due secoli e presente anche nella Coscienza diZeno di Svevo. La crisi del razionalismo positivista induceva infatti a occuparsi dei fenomeni non spiegabili scientificamente;
3. l'inettitudine. Come i personaggi di Tozzi, di Svevo o di Kafka, anche Pascal un inetto, un velleitario che sogna un'evasione impossibile e che alla fine si trasforma consapevolmente in un antieroe, reso inadatto alla vita pratica dalla sua stessa tendenza allo sdoppiamento, dalla sua propensione a vedersi vivere e insomma dalla sua stessa estraneità nei confronti della vita e di se stesso;
4. lo specchio, il doppio, la crisi d'identità. Mattia Pascal ha un rapporto difficile non solo con la propria anima, ma anche con il proprio corpo. Ha difficoltà a identificarsi con se stesso. Spia di questo malessere l'occhio strabico, che guarda sempre altrove. La crisi d'identità dipende anche dalla sua duplicità, rappresentata dalia sua predisposizione a sdoppiarsi e dalla sua inclinazione a porsi davanti allo specchio. Inoltre egli ripete sempre la stessa situazione, raddoppiandola continuamente: seduce prima Romilda, poi Oliva; finge di essere morto due volte e per due volte si da una nuova personalità, prima come Adriano Meis, poi come fu Mattia Pascal. E ancora: si sostituisce spesso a un alter ego, a un "doppio" di se: per esempio si sostituisce a Pomino nell'amore di Romilda, e poi questo stesso amico a sostituirsi a lui come marito; infine tende sempre a ripetere la stessa situazione collocandosi come terzo all'interno1 di un rapporto di coppia (si inserisce cos all'inizio fra Malagna e Romilda, e anche ira la ragazza e Pomino che ne è innamorato; poi fra Adnana e Papiano; infine fra il pittore spagnolo e la fidanzata, e alla fine, di nuovo, fra Romilda e Pomino). Tutto il romanzo è come una successione di specchi (Gardair) e che ci deriverebbe da una divisione schizoide (Gioanola) della personalità di Pirandello. Certo che la tendenza alla auto riflessività e allo sdoppiamento sembra connaturata all'atto del vedersi vivere e alla "riflessione" umoristica (cfr.T1,p, 135);
5. La Modernità, la città, il progresso, le macchine. Nel cap. IX Adriano Meis a Milano e, frastornato dai rumori, dai tram elettrici (introdotti da poco) e dalla vista della folla, riflette sulle conseguenze del progresso tecnico, negando che la felicità sia prodotta dalla scienza e che le macchine possano servire a migliorare la condizione dell'uomo. In tale critica al progresso si avverte l'influenza di Verga e soprattutto di Leopardi. Nel capitolo successivo, il X, Meis si sposta da Milano a Roma. La capitale viene descritta come città morta, paralizzata da un contrasto insanabile fra il passato glorioso e il presente squallido incapace di farlo rivivere. Roma un'acquasantiera che la modernità ha degradato trasformandola in portacenere (cos sostiene Anselmo Paleari, esponendo ovviamente il punto di vista dell'autore). La Roma di Pirandello dunque ben diversa da quella raffinata ed estetizzante del Piacere di d'Annunzio. Con il punto 5 si entra nell'ideologia di Pirandello: nel campo delle sue posizioni "politiche" e "filosoriche". Nel romanzo appare una posizione critica nei con- fronti della democrazia giolittiana, definita a un certo punto tirannia mascherata di libertà. La posizione di Pirandello, al fondo anarchica, affine a quella dei sovversivi piccolo-borghesi delle riviste primonovecentesche anch'essi fieramente antigiolittiani- Per quanto riguarda le posizioni filosofiche, esse sono esposte per bocca di Anselmo Paleari nel cap. XIII, intitolato II lanternina. Secondo Pirandello che si ispira a un coerente e rigoroso relativismo l'idea stessa del mondo varia non solo da individuo a individuo, ma, nella stessa persona, a seconda del momento e dello stato d'animo. Foto e Video su Pirandello
Poiché l'uomo ha bisogno di verità assolute, egli vuole credere che i propri valori siano certi e che ia realtà sia oggettiva: invece sia quelli che questa non sono che proiezioni soggettive- Solo per un autoinganno, l'uomo può ritenere che la luce del lanternine della propria coscienza (di qui il titolo del capitolo) sia la luce stessa delle cose. Ne deriva il carattere illusorio di qualunque certezza, anche di quelle date dalla religione e dalla scienza. A complicare le cose, va aggiunto che gli stessi lanternini delle coscienze individuali cessano di illuminare il cammino nei momenti di trapasso e di crisi: infatti essi prendono luce dai lanternoni, cioé dalle grandi ideologie collettive che orientano l'umanit e che sono storicamente determinate. Quando i lanternoni cessano di fare luce a causa dello sviluppo storico che rende proponibili i valori del passato, allora anche i lanternini si spengono.

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