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Formazione culturale di Luigi Pirandello

Naturalismo --> da Zola prende l’interesse per il dialetto, il documento umano, la convinzione che il palcoscenico possa essere un luogo di verifica da cui estrarre brandelli di realtà.
Verismo --> da Verga e Capuana (siciliani) prenderà il pessimismo nei confronti della scienza, ma abbandonerà queste credenze in tarda età per approdare a qualcosa di diverso.
Pirandello --> la realtà (non è obiettiva o scientifica) ma è molteplice e sfaccettata, che può essere interpretata personalmente. A ciò si aggiunge la casualità della nostra vita che rende questo pensiero molto pessimista. Grazie agli studi dello psicologo Alfred Binet, Pirandello capisce che esiste un “io mutevole” nato da nostre personalità che cambiano secondo le diverse situazioni in cui ci troviamo.
Adriano Tilgher elabora la tesi della Vita-Forma che ci permette di comprendere meglio la poetica dello scrittore. La vita pur essendo inizialmente libera deve calarsi in una forma, in cui resta prigioniera.

Questa forma può essere il dottore, l’avvocato o qualunque altra cosa che la società ci impone di essere, quindi siamo costretti a recitare una parte per il resto della nostra vita.
Accade a volte, in quelli che la società guarda come “atti di follia” che ci accorgiamo del modo assurdo in cui stiamo vivendo e della falsità del ruolo che stiamo recitando. Quando l’uomo pirandelliano scopre questa verità, può reagire in 3 modi diversi:
1. La reazione passiva, l’uomo si rassegna alla maschera che lo imprigiona ed è costretto a vivere col senso di una frattura tra la vita che vorrebbe vivere e quella che è costretto a vivere.
2. La reazione ironico-umoristica, è l’uomo che non si rassegna alla maschera, ma visto che non può liberarsi, reagisce in tono ora ironico ora aggressivo (come in La Patente, Pensaci).
3. La reazione drammatica di chi si chiude in una solitudine che lo porta al suicidio o alla pazzia (si presenta anche l’incomunicabilità) – uno, nessuno e centomila ed Enrico IV.
Il personaggio non è una vera e propria persona (ovvero moralmente autonoma o cosciente di sé) ma è solo uno dei personaggi che recitano una parte nella commedia sociale della vita! Per continuare a vivere, deve prendere la sua situazione con l’umorismo e denunciare questo dramma che è la sua vita.

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