blakman di blakman
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Il dovere del medico

(...)
Cimetta: Lasciarni dire. Della prima, dell'adulterio, dovevi lasciarti punire da lui, dal marito offeso; e tu invece l'hai ucciso.

Tommaso: Per forza! Istintivamente! Per non farmi uccidere!

Cimetta: Ma subito dopo hai tentato d'ucciderti con le tue mani!

Tommaso: E non deve bastare?

Cimetta: Non può bastare. È anzi a tuo danno!

Tommaso: Ah sì? Per giunta?

Cimetta: Tentando d'ucciderti, hai riconosciuto implicitamente la tua colpa.

Tommaso: Sì... E mi sono punito.

Cimetta: No, caro. Hai tentato di sottrarti alla punizione.

Tommaso: Togliendomi la vita. Che avrei potuto fare di più?

Cimetta: Già; ma avresti dovuto morire! Non essendo morto...

Tommaso: Ah, il mio torto allora è questo?

Scostando con un braccio la moglie per porsi di fronte il dottor

Lecci: Ma io sarei morto, se lui non avesse voluto salvarmi.

Lecci (stupito, nel vedersi così tirato in ballo): Come? io?

Tommaso: Voi, voi! Io non volevo le vostre cure! Voi avete voluto prestarmele per forza; ridarmi la vita: voi! E perché me l'avete ridata, se ora...

Lecci: Piano, con calma. Vi fate male agitandovi così.

Tommaso: Grazie, dottore. Vedo che vi preme sul serio la mia guarigione! Ascolta, Cimetta: voglio ragionare. Calmo, per non far dispiacere al dottore. Mi ero ucciso. Viene lui. Mi salva. Con qual diritto, gli domando io ora?

Lecci (torbido in volto, pur cercando di sorridere): Dopo tutto, scusate, è un bel modo codesto di ringraziarmi.

Tommaso: E di che, ringraziarvi? Non avete inteso ciò che ha detto l'avvocato?

Lecci: Avrei dovuto lasciarvi morire?

Tommaso: Appunto, morire, se non avevate il diritto di disporre della vita ch'io m'ero tolta e che voi mi ridavate.

Lecci: E come, disporne? Non si può mica passare sopra la legge!

Tommaso: Io n'ero uscito dalla legge, dandomi una punizione più grave di quella che la stessa legge può dare! Non c'è più pena di morte; ed io sarei morto, senza di voi.

Lecci: Ma io avevo il dovere della mia professione, caro Corsi: tentare in tutti i modi di salvarvi.


Tommaso:
Per ridarmi in mano alla giustizia e farmi condannare? E con qual diritto ‑ io vi domando appunto questo ‑ con qual diritto voi esercitate su un uomo che ha voluto morire il vostro dovere di medico, se non avete in cambio dalla società il diritto che quest'uomo possa vivere la vita che voi gli ridate?

Cimetta: Ma scusa, e del male che hai fatto?

Tommaso: Mi sono lavato, col mio sangue! Non basta? Avevo ucciso; m'ero ucciso. Lui non m'ha lasciato morire. Mi sono ribellato alle sue cure. Tre volte mi sono strappate le fasce. Ora sono qua: rinato, per opera sua: un altro. Come volete che resti sospeso a un momento di quell'altra mia vita che per me non esiste più? Il rimorso di quel momento io me lo sono levato; in un'ora scontai la mia colpa, in un'ora che poteva essere lunga quanto l'eternità! Ora non ho più nulla da scontare, io! Debbo rimettermi a vivere per la mia famiglia, a lavorare per i miei figliuoli! Come volete che stia in un reclusorio a scontare un delitto che non pensai di commettere, che non avrei mai commesso se non vi fossi stato trascinato; mentre a freddo, ora, coloro che approfitteranno della vostra scienza, del vostro dovere di tenermi in vita solo per farmi condannare, commetteranno il delitto di farmi abbrutire in un ozio infame, e i miei figliuoli, i miei figliuoli innocenti, nella miseria, nell'ignominia

Commento
Al centro dell`azione drammatica c`e` Tommaso Corsi che, scoperto dal procuratore Neri mentre si intratteneva con la moglie di costui, lo uccide. Sconvolto per l`improvvisa tragedia, punta l`arma verso se stesso e si ferisce al torace. La moglie Anna e` pronta a perdonarlo e il medico curante, Tito Lecci, riesce a sottrarlo alla morte. Ma la presenza dell`avvocato Franco Cimetta gli ricorda che tutte le circostanze sono contro di lui e la giustizia lo attende. Quando Tommaso si rende conto che, dopo la guarigione, sarà processato e condannato per l`omicidio del Procuratore, si ribella e sostiene che il medico non aveva alcun diritto di impedire la sua morte e di costringerlo ad una vita da detenuto che egli intendeva rifiutare. Foto e Video su Pirandello

E in un eccesso d`ira si strappa le benda dalla ferita che riprende a sanguinare. Ma, a questo punto, il medico, colpito dalle sue parole, non gli presta soccorso e lo lascia morire. Il dovere del medico e` un atto unico rappresentato per la prima volta a Roma nel 1913.

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