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Roman de Tristan

La storia d'amore di Tristano e Isotta è la più diffusa lasciataci in eredità dal Medioevo. Il nome stesso dei due amanti è simbolo, ancora oggi, della forza della passione amorosa e del suo rapporto con la morte.
La leggenda, di remote origini, risale alla tradizione celtica, trasmessa in primis oralmente e poi, in un secondo momento, per iscritto.
In Occidente, la popolarità fu assicurata da una serie di testi composti in lingue diverse nel periodo tra XII e XIV secolo.
Tra i testi conservati, i due poemi in lingua d'oil dell'ultimo terzo del secolo XII, i cui nomi sono Béroul e Thomas, rappresentano il momento iniziale della tradizione; sono composti in distici di ottosillabi a rima baciata, tipico della narrativa cortese.
Di Béroul ci è giunto un frammento di circa 4500 versi che riguarda la parte centrale della storia; di Thomas ci sono giunti, in più manoscritti, vari episodi di ineguale lunghezza per un totale di 3300 versi circa; eccetto il primo, gli altri narrano la fine della vicenda.
La datazione di entrambi i componimenti è molto discussa e la più accreditata sembra, oggi, essere 1170-1180.
Accanto alle due versioni principali abbiamo tre brevi testi che narrano alcuni episodi:
* Folie Tristan di Berna (vicina a Béroul)
* Folie Tristan di Oxford (vicina a Thomas)
* Lai du Chèvrefeuille di Marie de France
La storia dei due amanti esercitò un fascino indescrivibile su Chrétien de Troyes, che la evoca spesso, ma soprattutto la scrisse come egli stesso dice nel prologo del Cligès: "del roi Marc et d'Ysalt la blonde".
Per molti studiosi, però, il fatto che Chrètien citi solo Marco e Isotta è indicativo del fatto che egli abbia scritto un racconto dando un ruolo secondario all'eroe, cosa che sarebbe sostenuta anche dalla polemica anti-tristaniana condotta da Chrètien.
Data la frammentarietà dei testi di Béroul e Thomas, la leggenda non è attingibile nel suo complesso se non attraverso una collazione con versioni integrali redatte in altre lingue.
A Béroul si può accostare il poema tedesco Tristrant (9524 versi); per Thomas è diverso. Innanzitutto egli fu la fonte per il Tristan und Isolde di Goffredo di Strasburgo, datato al primo decennio del secolo XIII, che si interrompe al momento in cui Tristano si interroga sulle nozze con Isotta dalle Bianche Mani; che Thomas sia la fonte è detto dallo stesso Goffredo, che nel prologo cita l'autore come l'artefice della versione più attendibile.
Una imitazione diretta di Thomas si ha nella narrazione in prosa Tristrams Saga ok Isondar, del 1226 di Fratello Robert, su richiesta del re di Danimarca Haakon V.
Stesso discorso per il poema inglese Sir Tristrem, scritto nel 1300 circa, in strofe di 11 versi, mutilo del finale.
Fra gli adattamenti di Thomas ci sono Tavola Rotonda (XIV secolo) e Tristan le nain (basso francone del XIII secolo). Nella linea Thomas-Goffredo si colloca ilm poema tedesco episodico Tristan le moine (1210-1260).

Del Roman de Tristan ci sono giunti 10 frammenti in sei manoscritti, a cui Bédier diede un titolo:
* I primi effetti del filtro e il sacrificio di Brengania
* Il verziere
* Il matrimonio
* La sala delle statue
* Il corteo della regina
* Fine del poema

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