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San Francesco

Nato ad Assisi nel 1181 dal ricco mercante Pietro Bernardone, Francesco trascorse la sua giovinezza tra gli studi, grazie ai quali imparò il latino e il Francese. Francesco pensò di intraprendere il mestiere delle armi: coinvolto nella guerra fra Assisi e Perugia. Venne fatto prigioniero e costretto in carcere iniziò a meditare sulla mancanza del genere di vita fino ad allora condotto. Il giovane ricercò l’essenza del messaggio evangelico riscoprendola nella lieta affermazione di valori come la povertà, l’umiltà e la fratellanza. La sofferta meditazione di Francesco continuò anche dopo il ritorno ad Assisi. Il suo percorso di povertà religiosa lo compie insieme ad un suo compagno: Jacopone da Todi il quale scrisse una lauda detta Drammatica ovvero una lode rappresentata. Era il 1207: suo padre lo accusò di spingere il giovane a riprendere una vita normale, ma Francesco dinanzi agli occhi dei presenti si spogliò di tutti i suoi abiti e dichiarò di non riconoscere altro padre di “colui che è nei cieli”. La sua azione si tradusse presto da un lato nella fondazione di una piccola comunità detta dei “Poveri di Assisi, dall’altro nella redazione della sua famosa Regola approvata da papa Innocenzo III nel 1210. A papa Innocenzo III va ricondotta la crociata indetta contro gli Albigesi. Infatti pure Francesco si contrappone all’ideologia o eresia dei Catari i quali a loro volta si contrapponevano alla chiesa Cristiana. Francesco inoltre promosse un nuovo tipo di corrente religiosa: il pauperismo il quale invitava gli uomini di federe, i religiosi ad un atteggiamento di povertà ovvero a non vivere nel lusso. Afflitto da varie infermità, tra le quali una grave forma di malattia agli occhi, Francesco trascorse gli ultimi anni della sua vita tra diversi conventi dell’Italia centrale. A quest’ultimo periodo pare risalgano la comparsa della stimmate. Nella notte tra il 3 e il 4 ottobre 1226, Franesco spirò serenamente dopo aver chiesto ai suoi seguaci più fedeli di intonare per lui il cantico delle creature, composto il mattino seguente alla sua visione di beatitudine celestiale.

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