La poesia comico-parodica

Il ribaltamento dei canoni stilnovisti

con il termine poesia comico-parodica è stata indicata l'esperienza di alcuni politi che seguono un percorso diverso rispetto a quello della linea poetica dominante. Questa poesia è caratterizzata da uno stile basso e si occupa degli elementi quotidiani di una realtà spesso volgare e degradata. I personaggi presentati sono laidi e deformi e gli ambienti malfamati e corrotti.
Si tratta comunque di un'operazione squisitamente letteraria, che si propone di rovesciare i rischi e le convenzioni della poesia elevata. Il procedimento prevalente è quello della parodia che consiste nel trattare con un linguaggio nobile e sublimato soggetti che in realtà sono vivi e spregevoli. Più in generale i valori della cortesia dell'amore vengono capovolti nei loro significati più seri ed ufficiali mostrando un loro risvolto deformato o ridicolo: all’amore sublime si sostituisce il desiderio sessuale, alla dama raffinata la donna plebea, eccetera.

Gli autori
il principale esponente di questa corrente letteraria è Cecco Angiolieri; dalle sue poesie si delinea l'immagine di una vita irregolare e inquieta spesa tra le taverne, il gioco e le donne. La sua poesia è soprattutto un gioco letterario e l'insistenza sui temi della vita sregolata, dell'abiezione, dell'odio verso il padre, della malinconia, degli amori volgari risponde ad un intento di esagerazione parodistica, in aperta polemica con i modi sublimanti bello stilnovismo. Altri esponenti sono Rustico di Filippo e Folgòre da San Gimignano.

Hai bisogno di aiuto in Autori e opere?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email