Noel di Noel
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O iubelo de core

O iubelo del core,
che fai cantar d’amore1!

Quanno iubel se scalda,
sì fa l’omo cantare2;
e la lengua barbaglia
e non sa che parlare:
dentro non pò celare,
tant’è granne ’l dolzore.3

Quanno iubel è acceso,
sì fa l’omo clamare;
lo cor d’amor è appreso,
che nol pò comportare:
stridenno el fa gridare,
e non virgogna allore.4

Quanno iubelo ha preso
lo core ennamorato,
la gente l’ha ’n deriso,
pensanno el suo parlato,
parlanno esmesurato
de che sente calore.5

O iubel, dolce gaudio
ched entri ne la mente,
lo cor deventa savio,
celar suo convenente;
non pò esser soffrente
che non faccia clamore6.

Chi non ha costumanza
te reputa ’mpazzito,

vedenno esvalïanza
com’om ch’è desvanito;
dentr’ha lo cor ferito,
non se sente da fore.


Parafrasi:

O giubilo(sentimento incontenibile di gioia)del cuore, che fai cantar d'amore quando ti riscaldi, così fai cantare l'uomo e gli fai balbettare la lingua, così che non sà più cosa dire.
Non può nascondere dentro la tristezza, tanto questa è intensa!
Quando il giubilo si è acceso nel cuore, fà gridare l'uomo, il cuore è così infiammato d'amore, tanto che non lo può più sopportare;
stridendo, e non si vergogna allora.
Quando il giubilo ha infiammato il cuore dell'innamorato, la gente lo deride, pensando al modo in cui si esprime, poichè parla senza misura di ciò di cui sente calore.
O giubileo, dolce piacere che sei dentro!
Il cuore sarebbe saggio nel nascondere la sua condizione, ma non può sopportare di non emettere grida.
Chi non ha esperienza ti reputa impazzito, vedendo il tuo comportamento anomalo.
Come quello di uno che ha perso la ragione.
Dentro ha il cuore ferito(lacerato dall'esperienza mistica).
Non ha percezione di ciò che c'è al di fuori della realtà.

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