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Oi lasso non pensai di Federico II

Breve introduzione
Il poema d’amore "Oi lasso non pensai" è dedicato da Federico II di Svevia ad Anais, (cugina di sua moglie, Jolanda di Brienne) della quale si era follemente innamorato, al punto da definirla poeticamente "Fiore di Soria" cioè "Fiore di Siria". I versi, quasi un addio dovuto ad un improvviso allontanamento, mostrano un profondo sentimento verso al donna, regina del cuore dell'uomo, che non ha ben compreso egli stesso al profondità del sentimento che prova finché la lontananza non lo mette di fronte alle ferite e ai dolori della passione.

Testo e ricerca delle figure retoriche
Oi lasso, non pensai si forte mi paresse ENJAMBEMENT
lo dipartire da madonna mia
da poi ch’io m’aloncai, ben paria ch’io morisse,
membrando di sua dolze compagnia;

e giammai tanta pena non durai PALALLELISMO (e...se, e...se)
se non quando a la nave adimorai,
ed or mi credo morire ciertamente
se da lei no ritorno prestamente.
Canzonetta gioiosa, va a la fior di Soria, APOSTROFE (ALLA CANZONE)e PERIFRASI (fiore di Siria per indicare la donna amata)
a quella c’à in pregione lo mio core: PERSONIFICAZIONE DEL CUORE
Dì a la più amorosa,
ca per sua cortesia ENJAMBEMENT
si rimembri de lo suo servidore,
quelli che per suo amore va penando
mentre non faccia tutto l suo comando;
e pregalami per la sua bontade
ch’ella mi degia tener lealtate.

Parole chiave
Le parole chiave sono quelle del campo semantico della cortesia e della servitù (intesa come servitù d'amore).
L'amore è indicato come una prova dure, una lotta, una gara che vede vincitrice la donna e sconfitto, in prigione, l'uomo ormai vinto dalla bellezza di lei.
Il rapporto far i due è possibile solo perchè entrambi sono esseri degni di amare, di comprendere questo sentimento esclusivo, sono entrambi dotati di "cortesia....bontade e lealtade"

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