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La morte di Sigfrido - Il cantare dei Nibelunghi

"La morte di Sigfrido" è un brano che fa parte dell'opera "Il cantare dei Nibelunghi". Sigfrido è un cavaliere invulnerabile poiché dopo aver ucciso un drago si è bagnato del suo sangue acquisendo questo potere, fatta eccezione per un unico punto sul quale era caduta una foglia di tiglio (Possiamo constatare una somiglianza e un riferimento ad Achille, il quale era invincibile e immortale, tuttavia, aveva un unico punto debole: il tallone).
Sigfrido è il marito di Crimilde. Entrambi saranno presto vittime dell'invidia della regina Brunilde la quale offende Crimilde affermando che Sifgrido non è un vero re, al contrario del proprio marito Gurher, ma soltanto un vassallo. Quindi, Hoghem, il vassallo della regina trova l'occasione per uccidere il cavaliere.
Sia Haghen che Sigfrido sono vassalli di Guther, tuttavia, hanno delle personalità completamente contrastanti: infatti, per il primo la fedeltà al proprio signore può giustificare qualsiasi tipo di violenza e l'uccisione di Sigfrido, che sembra un'azione necessaria per tutelare l'onore della propria regina, è in realtà un mezzo per raggiungere un fine personale; invece, la fedeltà di Sigfrido rappresenta i valori tipici del cavaliere cortese. I temi di questo brano sono l'inevitabilità del fato e la morte priva di una vera ragione politica o religiosa, ma mossa solo dal desiderio di vendetta.

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