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Io voglio del ver la mia donna laudare

Forma metrica: è un sonetto di lode è costruito secondo il classico schema da due quartine con rime ABAB; ABAB e due terzine CDE; CDE
Figure retoriche: allitterazioni, personificazione dell'amore, similitudini, Climax, aferesi, apocope.

È un sonetto di lode, viene introdotto il motivo del saluto ( della vista della donna ).
Comincia con la lode della bellezza fisica della donna. Le quartine si concentrano sulla bellezza fisica della donna. Le terzine si concentrano sulla bellezza interiore della donna. La Rosa può rappresentare l'incarnato e le labbra della donna, il figlio può rappresentare il candore. La paragona Venere. La luminosità dello sguardo della donna è paragonato a Venere. Sono paragoni stilizzati, tutto ciò che di bello c'è in natura è paragonato a lei. La donna viene rappresentata bella come la natura e la primavera. C'è la personificazione dell'amore. L'amore è diventato più perfetto grazie la donna. La donna dello Stil nuovo è sottratta al tempo. Non ci sono descrizioni degli ambienti, l'unico riferimento è quando viene detto che cammina per la via. È tanto gentile che con il suo saluto rende umili orgogliosi e fa diventare credenti anche coloro che non lo erano. Le persone rozze non possono avvicinarsi a lei. Nessun uomo può avere cattivi pensieri quando la guarda. Questo è un tipico se netto dello Stil nuovo. Alla donna vengono attribuite molte caratteristiche della vergine. Dante prende spunto da questo sonetto pere un suo sonetto. Lo stile è molto dolce e risalta la chiarezza e la linearità delle dettato. È un repertorio di temi classici dello Stil nuovo: la lode della donna, saluto portatore di salvezza, il tema del cor gentile, la sublimazione della donna trasformata in un essere sovrannaturale. È notevole la connotazione religiosa dell'azione della donna, presente dal primo verso e accentuata nelle terzine.

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