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Guinizelli, Guido - Io voglio del ver la mia donna laudare (2)

spiegazione del testo della poesia di Guinizelli, Io voglio del ver la mia donna laudare, che è un’esaltazione della donna che rispecchia il carattere tipico dell’amor cortese e del Dolce Stil Novo

E io lo dico a Skuola.net
Io voglio del ver la mia donna laudare
Io voglio del ver la mia donna laudare
ed assemblarli la rosa e lo giglio:
più che stella diana splende e pare,
e ciò ch' è lassù bello a lei somiglio.

Verde river' a lei rasembro e l'âre
tutti color di fior', giano e vermiglio,
oro ed azzurro e ricche gioi per dare:
medesmo Amor per lei rafina meglio.

Passa per via adorna, e sì gentile
ch' abassa orgoglio a cui dona salute,
e fa 'l de nostra fé se non la crede;

e no-lle pò apressare om che sia vile;
ancor ve dirò c'ha maggior virtute:
null'om pò mal pensar fin che la vede.


Spiegazione
Il testo di Guido Guinizelli è un’esaltazione della donna. Carattere tipico dell’amor cortese e quindi anche del Dolce Stil Novo, è noto che all’interno del movimento letterario il quale è lo Stil Novo la figura della donna assume un aspetto addirittura teologica , lo stesso Guinizelli nella canzone “Al cor gentil reimpiara sempre amore”Giustifica il suo amore assoluto verso la donna perché la donna come essere superiore all’uomo si avvicina alle intelligenze celesti(gli angeli) e loda la donna come imago degli angeli e delle creature celesti. Infatti il tema dominante all’interno del sonetto è la Lode all’interno delle quartine l’autore insiste sui paragoni. Paragonando cioè la donna alle forme della natura più belle come i fiori l’aria, anche qui però l’autore mette il paragone con le creature celesti nel vv-4. Nelle terzine l’autore si sofferma su le doti(virtù) della donna; nel sonetto l’apparazione della donna ha quasi effetti benefici e miracolosi; rende umili le persone a cui dona il saluto( su la parola salute c’è una doppia interpretazione la prima quella letterale l’altra anagogica per la quale il sostantivo viene dal greco salus che significa salvezza). Un'altra virtù e quella dell’annullamento e della repulsione della viltà; e infine nessun uomo può fare pensieri cattivi finchè la vede
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