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Guinizelli, Guido - Lo vostro bel saluto e 'l gentil sguardo scaricato 148 volte

Lo vostro bel saluto e 'l gentil sguardo

Testo originale

Lo vostro bel saluto e 'l gentil sguardo

che fate quando v'encontro, m'ancide:
Amor m'assale e già non ha reguardo

s'elli face peccato over merzede,

ché per mezzo lo cor me lanciò un dardo

che d oltre 'n parte lo taglia e divide;

parlar non posso, ché 'n pene io ardo

sì come quelli che sua morte vede.

Per li occhi passa come fa lo trono,

che fer' per la finestra de la torre

e ciò che dentro trova spezza e fende;

remagno como statüa d'ottono,

ove vita né spirto non ricorre,

se non che la figura d'omo rende.

PRIMA PARTE
( v.1-2)
SECONDA PARTE( v.3-11)
TERZA PARTE( v.12-14)

Parafrasi

Il vostro saluto aggraziato e lo sguardo distinto

che mi rivolgete quando mi imbatto in voi,mi uc-
cidono
l’Amore si avventa su di me e non si angustia per niente
se egli mi arreca danno o appagamento,

perché mi scagliò una freccia in mezzo al cuore
che lo fende e lo divide da parte a parte;
non posso più esprimermi, perché brucio nei supplizi
così come colui che vede sopraggiungere la sua morte.

Esso procede per mezzo degli occhi come fa il tuono
che percuote vigorosamente attraverso la finestra della torre
e ciò in cui incappa all’interno lo annienta;

resto immobile come una statua d’ottone,
nella quale non sussiste né la vita né un’anima,
a meno che non raffiguri l’aspetto di un uomo.

Comprensione del testo

- Stabilisci in quante parti, secondo te, si divide il sonetto e per ciascuna di esse scrivi una breve frase che ne riassuma il contenuto.

1-Gli atteggiamenti della donna causano angoscia nell’amato.
2-L’amore si configura come un guerriero che annienta l’innamorato con i suoi dardi.
3-Gli effetti dell’Amore sull’uomo causano l’alienamento del suo animo rispetto al corpo.

Analisi

1. In questo componimento l’Amore viene personificato. Quali azioni compie? Quale atteggiamento assume nei confronti del poeta?
2. Inserisci in una tabella tutti i termini che rappresentano gli effetti dell’amore nell’animo del poeta. A quale sfera semantica appartengono? Perché?
3. Nelle due terzine compaiono ancora gli effetti dell’amore nell’innamorato. Attraverso quali figure retoriche essi vengono espressi? Rispondi facendo anche riferimento alla poetica di Guinizzelli.

4. Nella lirica sono presenti alcuni termini-chiave della concezione stilnovista dell’amore e del ruolo della donna nei confronti del poeta. Individuali e commentali.

1 - Le azioni compiute dall’Amore hanno effetti devastanti sul poeta, in quanto esso si configura come un guerriero che dagli occhi della donna scaglia i suoi dardi verso il cuore dell’uomo. Infatti il sentimento amoroso causa sofferenze e supplizi, assalendo Guinizzelli in maniera improvvisa e profonda.
2 - Vedi tabella allegata
3 - le figure retoriche utilizzate più di frequente nelle opere guinizzelliane sono la metafora e la similitudine di tipo naturalistico, che egli utilizza soprattutto ai fini di avvalorare scientificamente le sue tesi sul sentimento amoroso e sulla figura femminile.
4 - I termini tipici della concezione stilnovistica sono: bel saluto, gentil sguardo, Amor, cor, occhi che riprendono la concezione di Amore di Andrea Capellano per cui questo sentimento si origina dalla vista dell’amata, che attraverso il suo sguardo gentile fa nascere la passione all’uomo e gli infonde beatitudine, concedendogli il saluto.

Approfondimenti

5. Come viene descritto il fenomeno dell’innamoramento? Rispondi facendo riferimento alla concezione dell’amore di Andrea Cappellano e agli altri testi stilnovisti che conosci.
6. Indica quale rapporto si può instaurare tra questa poesia di Guinizzelli e la concezione dell’amore presente in Cavalcanti (in termini di analogie e differenze).
7. Colloca questo sonetto nel quadro generale della lirica stilnovistica, evidenziando gli elementi di originalità della produzione di Guinizzelli rispetto agli altri poeti. Supporta le tue riflessioni con precisi riferimenti a testi che conosci.

5 - Guinizzelli descrive il fenomeno amoroso riprendendo la tesi di Andrea Cappellano che nella sua opera, il De Amore, lo descrive come una reazione che si innesca dalla vista dell’oggetto della passione e che procede dal pensare smisurato dell’amata. Tuttavia questo sentimento causa nel poeta afflizione ed angoscia, cosicché dagli occhi dell’amata provengono solo dardi affilati che feriscono il cuore dell’uomo.
6 - Questo sonetto di Guinizzelli trova molti punti di contatto con la poetica cavalcantiana ed i particolare con il componimento “Voi che per li occhi mi passaste ‘l core “, in quanto si ha il medesimo paragone dell’Amore “arciere”, che scaglia le sue frecce agli occhi della donna al cuore dell’amato. Infatti per coloro che sono coinvolti in una relazione, le pene d’amore sono ineluttabili e proporzionate al coinvolgimento degli amanti nel rapporto. Per questo motivo entrambi i poeti sostengono che tali sofferenze siano la causa della morte dell’anima dell’uomo, del quale rimane solo il corpo, un involucro senza vita. Tuttavia, nel sonetto di Guinizzelli, non si fa esplicito riferimento alle reazioni della donna che in Cavalcanti assiste impassibile alle sofferenze del poeta.
7 - Guinizzelli introduce nei suoi sonetti l’uso della similitudine e della metafora, per paragonare la bellezza della donna con gli elementi della natura e avvalorare scientificamente la sua tesi che afferma l’identità tra amore e nobiltà d’animo. Un esempio eclatante è il sonetto “Io voglio del ver la mia donna laudare”dove le prime due strofe sono dedicate a lodare l’aspetto dell’amata che secondo il poeta assomiglia alla rosa, al giglio, allo splendore di Venere, nonché ai colori cangianti della campagna fiorita.

Per quanto riguarda invece la sua teoria sul cuore gentile, esse viene argomentata in “Al cor gentil rempaira sempre amore” in cui sfrutta sempre l’elemento naturalistico per comprovare le sue riflessioni.
Tuttavia egli è anche il primo poeta stilnovista che introduce gli effetti negativi dell’amore e l’angoscia provocata dalle pene che può causare, ispirando poi il poetare del postero Cavalcanti.

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