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Guido Guinizelli

Figura misteriosa della quale restano ancora incerte la data di nascita e quella di morte nonchè la sicura identità storica, il bolognese Guido Guinizelli occupa un posto rilevante nella nostra storia letteraria e in particolare all'interno della lirica d'amore presto divenuto dominante. Il canzoniere guinizelliano è composto da soli venti testi integri. Guinizelli abbandona i modi ricercati dalla preziosa retorica guittoniana aspirando al linguaggio dolce e raffinato che incontrerà le lodi di Dante. d'altra parte alla limpidezza stilistica corrisponde un maggior impegno strutturale e dottrinario. La novità guinizelliana riguarda perciò anche la ricezione: la sua poesia non si rivolge più solo al potenziale pubblico bolognese della civiltà comunale, ma a una ristretta cerchia la nascente aristocrazia intellettuale che costituirà il pubblico eletto dagli stilnovisti toscani. Anche in relazione al pubblico la svolta guinizelliana anticipa il Dolce stil novo. questa indubbia affinità con l'illustre scuola della lirica d'amore si registra anche nei temi tipici della poesia guinizelliana: l'identità di amore e di cuore nobile, la caratterizzazione angelica della donna, la lode dell'amata. Tali temi non sono in se stessi nuovi. Quello che poi impedisce di collocare Guinizelli nello stil novo propriamente detto è innanzitutto il fatto che egli fu estraneo a quell'ambiente culturale toscano in cui esso, pochi anni dopo, si affermò. Inoltre la concezione guinizelliana della donna e dell'amore risulta, rispetto a quella degli stilnovisti, maggiormente aperta e disponibile a sviluppi anche profani e terreni. In conclusione, Guinizelli svolse la funzione storica di mediatore tra i Siculo-Toscani e gli Stilnovisti.

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