La vita e le opere di Dino Compagni

Nato a Firenze nel 1255, Dino Compagni fin da giovane partecipò alla vita politica della sua città, teatro in quei decenni di sanguinose lotte tra fazioni.
Schierato con i guelfi bianchi, fu un sostenitor di Giano della Bella che, con i suoi Ordinamenti di Giustizia del 1293, aveva cercato di favorire la borghesia cittadina contro il potere delle grandi famiglie aristocratiche. Esiliato Giano nel 1295, Compagni fu accusato di aver partecipato alla stesura degli Ordinamenti, processato e assolto. Nel 1301, quando i Neri presero il potere a Firenze con l'aiuto di papa Bonifacio VIII, Compagni fu nuovamente perseguitato per essersi schierato contro il colpo di stato e riuscì a stento a sfuggire all'esilio poiché era priore in carica.

Fra il 1310 e il 1312 sperò, come Dante, che Arrigo VII riportasse la pace a Firenze, ma invano, perché nel 1313 l'imperatore morì; si dedicò allora a scrivere la cronaca dei turbolenti avvenimenti di quei decenni.
Morì a Firenze nel 1324. Oltre alla Cronica delle cose occorrenti ne'tempi suoi, Compagni ha lasciato una ricca produzione in versi, raccolta nei Sonetti e canzoni.

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