Ominide 59 punti

Salutati, Coluccio

L’accento più innovativo della sua opera consiste in una difesa dell’impegno politico, sulla base della convinzione ciceroniana che le humanae litterae vadano costantemente affiancate a un’attività governativa. Il problema, posto all’interno di una visione cristiana che predilige la vita attiva a quella contemplativa, si traduce in un discorso politico nella difesa delle strutture della repubblica fiorentina in contrapposizione a quelle monarchiche dei principati dell’Italia settentrionale. L’elogio alla vita attiva e l’amore per il mondo classico è il presupposto da cui prende avvio un processo di rifondazione ideologica e culturale che porta ad una concezione antropocentrica, fondata sulla centralità dell’uomo: da qui vi è la rivendicazione dell’obbligo di un impegno civile.
Gli umanisti ricavano la necessità di un impegno civile degli intellettuali. Nella sua opera Coluccio ribadisce il concetto che il saggio si occupi dello stato per evitare che un uomo malvagio se ne impossessi, danneggiando gli altri.
La perfezione non si raggiunge con l’isolamento, ma con uno sguardo verso l’interiorità: la perfezione e la saggezza vengono raggiunte quando l’individuo ha conquistato il dominio su se stesso e sul mondo circostante e ha raggiunto un equilibrio interiore con la capacità di dominare gli impulsi esterni. In questo modo la vita interiore sancisce il suo primato sull’esteriorità.
La vita attiva è una scelta più integralmente umana di duella degli eremiti o dei solitari, che non possono in alcun modo contribuire allo sviluppo della società: con l’azione civile l’uomo giova al benessere dei propri simili. Infatti, mentre la santa rusticità giova soltanto a sé, l’attiva santità è utile a molti perché a molti è rivolta e a molti è d’esempio.

Registrati via email