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Perch'io no spero di tornar giammai

Perch’io no spero di tornar giammai,
ballatetta, in Toscana,
va’ tu, leggera e piana,
dritt’a la donna mia,
che per sua cortesia
ti farà molto onore. [...]

Deh, ballatetta, a la tu’ amistate
quest’anima che trema raccomando:
menala teco, ne la sua pietate,
a quella bella donna a cu’ ti mando.
Deh, ballatetta, dille sospirando,
quando le se’ presente:
“Questa vostra servente
vien per istar con voi,
partita da colui
che fu servo d’Amore”.

Tu, voce sbigottita e deboletta,
ch’esci piangendo de lo cor dolente,
coll’anima e con questa ballatetta
va’ ragionando della strutta mente.
Voi troverete una donna piacente,
di sì dolce intelletto,
che vi sarà diletto

starle davanti ognora.
Anim’, e tu l’adora
sempre, nel su’ valore.

Parafrasi

Dato che non spero più di tornare in Toscana, vai tu, piccola ballata, direttamente dalla mia donna, che con la sua cortesia ti farà molto onore.

Deh, piccola ballata, raccomando alla tua amicizia quest’anima che soffre: portala con te, nella tristezza in cui si trova, a quella bella donna a cui ti invio. Deh, piccola ballata, quando le sarai davanti dille sospirando: “Quest’anima serva d’amore viene per stare con voi, partita da colui che vi amò”.

Tu, voce turbata e debole, che esci piangendo dal mio cuore desolato, con l’anima e con questa piccola ballata parla del mio spirito disfatto. Troverete una donna adorabile, così dolce, che per voi sarà un piacere starle vicino per sempre. E tu, anima mia, amala sempre, per i suoi pregi.

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