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Voi che per li occhi mi passaste 'l core - Guido Cavalcanti

Appunto comprensivo di parafrasi e analisi del testo della poesia di Guido Cavalcanti "Voi che per li occhi mi passaste 'l core".

E io lo dico a Skuola.net

Voi che per li occhi mi passaste 'l core


In questo appunto con parafrasi si riporta e analizza il testo di uno dei più famosi sonetti scritti dal poeta stilnovista Guido Cavalcanti: Voi che per li occhi mi passaste 'l core. Poeta fiorentino del 1200, molto impegnato anche sul campo politico, Cavalcanti fu, infatti, uno dei firmatari della pace tra Guelfi e Ghibellini e partecipò attivamente alla vita politica della Firenze guelfa del suo tempo.

Con questa poesia, il poeta vuole rappresentare l'amore travolgente verso la sua amata e le conseguenze negative che provoca la visione della donna in lui. Quest'aspetto di doloroso struggimento viene espresso molto efficacemente mediante il seguente verso: "un dardo mi gittò dentro dal fianco" (una freccia mi ha gettato nel fianco).
Il poeta è travolto dalla passione amorosa che prova nei suoi confronti, al punto da rimanerne sconvolto. Il sentimento amoroso produce nell'uomo un senso di "sbigottimento" e di dolore, a tal punto da degenerare in forte senso di angoscia.
Ma ciò che colpisce maggiormente il lettore della poesia è l'effetto devastante che l'amore provoca nella ragione dell'individuo che prova delle sensazioni di smarrimento e sofferenza.
Nonostante gli effetti travolgenti causati dalla passione amorosa, Cavalcanti elogia lo sguardo e il saluto positivo della sua amata attraverso queste parole: "da’ vostr'occhi gentil’...".

Testo

Voi che per li occhi mi passaste ’l core
e destaste la mente che dormia,
guardate a l’angosciosa vita mia,
che sospirando la distrugge Amore.

E’ vèn tagliando di sì gran valore,
che’ deboletti spiriti van via:
riman figura sol en segnoria
e voce alquanta, che parla dolore.

Questa vertù d’amor che m’ha disfatto
da’ vostr'occhi gentil’ presta si mosse:
un dardo mi gittò dentro dal fianco.

Sì giunse ritto ’l colpo al primo tratto
che l’anima tremando si riscosse
veggendo morto ’l cor nel lato manco.


Parafrasi

Voi che con il vostro sguardo mi avete trafitto il cuore
e svegliate la mia immaginazione dormiente
guardate l'angoscia della mia vita
che sospirando è distrutta dall'amore

E viene tagliando un così grande valore,
che gli spiriti più deboli vanno via
rimane solo l'amante, la signoria e la voce
che parla al dolore

Questa virtù di amore che mi opprime
si è mossa gentile dai vostri occhi
una freccia mi ha gettato nel fianco

Si il colpo mi ha colpito immediatamente (al primo tiro di arco)
e l'anima, tremando, si risvegliò
vedendo il cuore colpito a morte nel lato sinistro

Analisi:

La metrica del sonetto segue lo schema ABBA, ABBA, CDE, CDE. Le rime A e D; C ed E sono assonanti tra loro. Chiaro è il tono Stilnovistico, ma nuovo è il rigore scientifico con cui utilizza i sostantivi, la ricercatezza della precisione dei termini serve per oggettivare il sentimento amoroso: vuole mettere in evidenza cosa in lui provoca l'amore e le conseguenze dello stesso con una chiara valenza negativa, lo si nota dai verbi usati che rimandano a concetti di violenza e di distruzione: passaste, sospirando, distrugge, tagliando, disfatto, tremando. Alcuni di questi verbi e il "dardo che trafigge" richiamano al tema della guerra, ricorrente in Cavalcanti. Nel sonetto non ci sono enjambements e corrispondono ritmo e sintassi.

Temi principali

Prima quartina:
Descrive il ritmo dell'innamoramento attraverso, l'immagine, il ricordo dell'amata. La quartina descrive cosa questo "phantasma" (immagine della donna) evoca nel cuore dell'autore.
Seconda quartina:
Ciò che accade nel cuore dell'autore è simile ad una battaglia, i suoi "spiriti" (in senso averroistico) sono personificati come i difensori del cuore, che l'amore riesce a mettere in fuga
Le due terzine:
Descrive le stesse azioni delle quartine.
Non esiste quindi uno svolgimento dell'azione, ma solo una continua ripetizione angosciosa di un evento
Morte come metafora
Il sonetto si conclude con la morte del cuore, la morte è metafora di cosa provoca in lui l'amore.
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