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Guido Cavalcanti

Nel canzoniere di Guido Cavalvanti la tematica amorosa si fissa in un canone che risulta decisivo per lo stilnovista, per Dante e più in generale per il futuro della lirica d'amore, a partire da Petrarca. Temi e tradizione della poesia provenzale e siciliana vengono riorganizzati da Cavalcanti secondo un consapevole interesse filosofico, come già aveva fatto Guininzelli, assunto infatti a modello. Alla sovrabbondanza di trovate retoriche e stilistiche si sostituiscono la compattezza la coerenza e l'organicità della ricerca letteraria, favorite da un unitario consapevole profilo filosofico. Inoltre si affermano un o stile ed un lessico specifici e quasi tecnici. Dal punto di vista del lettore diviene insufficiente la formazione impartita dalle tradizionali scuole di retorica: si richiede ora un adeguato aggiornamento intorno al dibattito filosofico e scientifico in corso. Tema unico della poesia di cavalcanti è l'amore vissuto come esperienza tragica. L'esperienza dell'amore non può essere sottoposta al controllo razionale; può essere. al massimo conoscenza. Così la passione amorosa al tempo stesso una condizione di eccezionale intensità vitale e una minaccia di disgregazione dell'io. Il canzoniere di Cavalcanti è formato da poco più di cinquanta componimenti; le forme prevalenti sono il sonetto e la ballata, seguiti dalla canzone. L'amore è dunque rappresentato come una minaccia dell'individuo stesso, un eccesso e una disavventura. Ne risultano inevitabilmente trasformati i temi del saluto e della lode: L'incontro con l'amata sembra portare distruzione più che salvezza. Tanto la disgregazione dell'io quanto la contraddizione tra l'irrazionalità emotiva e la razionalità che indaga su di essa si manifestano nella teatralizzazione che domina diversi testi cavalcantiani: in essi le varie componenti della condizione dell'innamoramento diventano quasi personaggi: la scrittura diventa quasi il teatro nel quale si muovono i vari "spiriti".

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