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Brunetto Latini

Brunetto Latini nasce a Firenze nel 1220 e muore nel 1294. Ambasciatore in Castiglia, al suo rientro fu condannato all'esilio per la vittoria dei Ghibellini, fazione a lui opposta, avendo aderito ai Guelfi. Scappato in Francia, rientra in patria dopo la vittoria dei Guelfi a Benevento nel 1266.
Scrittore bilingue, scrisse Li livres du tresor, una raccolta enciclopedica di svariati argomenti tratti da fonti classiche e medievali.
La sua opera è nota, però, come Tesoretto, che è la forma ridotta della raccolta. Compose anche il Favolello per Rustico Filippi e rettorica sulle orme delle opere ciceroniane. Fu una delle figure di maggior influsso su Dante, che lo ricorderà anche nell'Inferno XV, vv. 82-84.

Il Tesoretto
Nel tesoretto troviamo "un compendio di filosofia naturale (preceduto da considerazioni teologiche e da una sommaria storia della Creazione), con una parte psicologica e una cosmologico-geografica; un trattato delle virtù e dei vizi e le primissime battute d'un'esposizione delle arti liberali"

L'opera è composta in settenari a rima baciata, dalla struttura visionario-allegorica; nell'opera Brunetto tornata dalla Spagna incontra uno studente bolognese che lo mette al corrente delle battaglie tra guelfi e ghibellini. per il dolore Brunetto perde la via e incontra l'impersonificazione della Natura, che dopo averlo istruito, lo accompagna dalle Virtù, che gli insegnanom l'amor cortese e lo conducono da Amore, dove incontra Ovidio.
Sale da qui all'Olimpo dove incontra Tolomeo. Qui s'interrompe il racconto.

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