Jacopo da Lentini

Maggiore esponente della scuola Siciliana.
Rende la cultura indipendente dalla Chiesa e fonda l’università di Napoli e la scuola retorica di Capua. A lui è attribuita l’invenzione del sonetto.
Nelle sue poesie ritroviamo gli elementi tipici della produzione provenzale, l’amore si può solamente manifestare con la contemplazione e con l’esaltazione della bellezza della donna amata. Oggetto di riflessione poetica non è tanto il rapporto d’amore, ma l’esperienza dell’innamoramento.

Cielo d’Alcamo

Di lui non sappiamo molto, compose “ Rosa fresca aulentissima” dove un uomo, forse un giullare, insiste con offerte amorose verso una donna, la quale risponde inizialmente sdegnata per poi cedere solo alle fine del componimento.
Non si tratta più di un amore inappagato, ma sfocia in uno sensuale e carnale

Guittone d’Arezzo

Fu il primo poeta che, senza abbandonare il tema amoroso, affrontò anche temi politici e morali di stretta attualità(come nel “Ahi Lasso” dove esprime il suo dolore per la sconfitta subita dai Guelfi fiorentini nella battaglia di Montaperti del 1260. Vede la fine di Firenze e il venir meno di tutte le città toscane).
Poeta difficile e oscuro che, nel suo movimento iniziato nei primi anni Ottanta del XIII secolo; non utilizza un siciliano illustre, ma usa gli artifici retorici e metrici più astrusi, dialettalismi toscani, sicilianismi, provenzalismi e latinismi.

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