La lingua si evolve, si inventano continuamente delle parole o dei modi di dire nuovi. Se ci sono continui contatti con le persone, la lingue si evolve in maniere uniforme mentre se isoliamo due gruppi, questi gruppi parleranno lingue diverse dopo alcuni decenni. Il latino in partenza era la lingua degli abitanti di Roma. Via via che il latino si espande, non si espande nel nulla, cominciano a parlare latino popolazione che prima parlavano altre lingue. Però nel momento in cui cominciano a parlare latino, cominciano a parlare un latino diverso perché si diffonde presso popolazioni che parlavano lingue diverse e questo fenomeno viene chiamato Sostrato. Influenza dei popoli confinanti che non parlano latino ma tramite la commercializzazione imparano il latino. Questo fenomeno viene chiamato Adestrato. Quando cade l’impero d’occidente che si frammenti nei regni Romani-Barbarici si ha una terza influenza cioè Superstrato cioè le lingue dei conquistatori che sono quasi sempre lingue germaniche.

In alcune zone questa conquista è talmente forte da spazzare il latino come ad esempio l’Inghilterra. In altre zone i conquistatori si adattano e imparano il latino ma sarà un latino diverso quindi il tutto il mondo si parlano tante lingue neo latine.
Quando esattamente avviene tutto questo? Se l’impero d’occidente cade verso la fine del 5 secolo, diciamo che questo processo comincia alla fine del 5 secolo. Purtroppo le testimonianze scritte del volgare sono pochissime perché siccome era la lingua del popolo, il popolo non sapeva scrivere quindi non si avevano tante fonti. Nel 9 secolo è il periodo in cui cominciano ad emergere alcune testimonianze dei volgari europei. Nel 840 dei discendenti del figlio di Carlo Magno, in lotta fra loro, giurano difronte al loro esercito un’alleanza nella lingua del comandante opposto. Questo si chiama il giuramento di Strasburgo.
Una prima testimonianza è l’indovinello veronese. E’ stato trovato a Verona. E’ una via di mezzo tra latino e volgare. Non viene considerata la prima testimonianza perché lo scrittore non era sicuro di scrivere volgare. Le prima testimonianza vera e propria, in Italia arrivano un po’più tardi cioè circa nel 960, ed è Il placido di Capua. C’è una specie di processo dove vengono interrogati dei testimoni, uno in particolare disse “SO CHE QUELLE TERRE, ENTRO QUEI CONFINI CHE QUI SONO INDICATI, PER 30 ANNI LE EBBE IN POSSESSO IL MONASTERO DI SAN BENEDETTO”. Questo venne detto in un volgare italiano che presente alcune caratteristiche del latino ma molte caratteristiche del volgare.
Infine c’è l’affresco di San Clemente a Roma. E’ presente un santo che viene torturato e il suo sangue si trasforma in un palo. Lui parla latino perché era una persona colta. Mentre quelli che lo torturano gli parlano in volgare, per mettere in evidenze che erano parte del popolo. Ci vollero almeno 300 anni prima che compaia una letteratura volgare. Il volgare veniva considerato rozzo e non adatto alla letteratura.
La letteratura in volgare inizia prima in Francia. E inizialmente gran parte della letteratura italiano non religiosa è ispirata a quella dei francesi. La letteratura in volgare si fa soprattutto nei monasteri francescani perché erano quelli più vicini al popolo, alla gente comune. Poi le corti, dove ci sarà una letteratura di argomento laico e infine i comuni.
Il primo esempio di letteratura italiana in volgare è il Cantico delle creature di Francesco D’Assisi.
Per quanto riguarda la corte, la prima letteratura laica, non religiosa, non si fa in Italia ma i Francia e particolarmente nella Francia meridionale in cui non si parlava il francese (attuale) ma si parlava la lingua d’Occidente. Qui, si faceva della poesia provenzale e scrivevano ed esistevano i trovatori che componevano poesia di argomento amoroso e con accompagnamento musicale. Loro stabiliscono le regole dell’amor cortese perché si sviluppa, secondo loro, solo all'interno delle corti. L’amor cortese consiste in: un cavaliere che ama una dama sposata, di solito sposata con un nuovo più importa e più anziano in questione, il cavaliere va ad identificarsi con la figura del poeta ma questo amore non è però una normale relazione clandestina ma è semplicemente una specie di imitazione del rapporto feudale. La donna sarebbe il feudatario, quindi il livello sociale più alto, l’amante il vassallo che deve giurare fedeltà alla donna e la donna gli darà in cambio qualche rara dimostrazione del loro amore come il saluto o un fazzoletto di sua proprietà. Quindi non è una relazione d’amore spontanea, è una specie di rito sociale. E’ tutto dall'inizio alla fine un insieme di regole che si devono rispettare. Siccome si tratta di un amore con una donna sposata, il tutto deve rimanere nascosto, quindi la donna viene chiamata con uno pseudonimo, cosa che abbiamo già visto con Catullo. Molti di questi trovatori sono dei nobili, quindi potrebbero essere loro in prima persona gli innamorati. Siamo tra l'11 e inizio del 13 secolo. La fama di questi poeti provenzali è tale che le loro poesie vengono lette anche al di fuori della Francia e ci sono anche poeti italiani che compongono poesie secondo le regole francesi provenzali. La scuola siciliana nasce nell'Italia meridionale all'inizio del 200 a Palermo, all'interno alla figura dell’imperatore Federico 2, il quale trascorre buona parte della sua vita nell'Italia meridionale in una corte che ci teneva molto alla cultura. E qui nasce una poesia che riprende in sostanza i temi, le forme metriche della poesia provenzale ma ci aggiunge la lingua che diventa siciliana (dialetto e arricchimento di qualche termine provenzale) poi, dal punto di vista metrico, la creazione del sonetto che poi sarà quella più importante della letteratura italiana, terza novità , non c’è più la musica, nel senso che l poesia non è più pensata per essere cantata ma solo per essere parlata o recitata e altra novità, oltre la storia d’amore vera e propria, c’è molta teoria che parlano della teoria cioè cos'è la amore o come ci si innamora ecc..
Come esponete della scuola siciliana c’è Jacopo da Lentini
Intorno alla metà del 200, la scuola siciliana va a perdersi (anche perché ci sono rivolgimenti politici e la morte dell’imperatore) quindi la poesia dei siciliani diventa un modello per i poeti toscani. Quindi iniziano a circolare dell’copie toscanizzate e nasce una scuola che si chiamo i siculo toscani. Però il contesto politico e sociale è cambiato perché sono nati i comuni (specie di polis affidato a nobili o borghesi e partecipazione elevati della popolazione) la conseguenza è che si affianco altri temi di politica o di cultura o moralità perché tra il popolo si parava di quello. Dei siculo toscani ricordiamo Guittone Da Arezzo. Il passaggio successivo e siamo ormai verso la fine del 200 è lo stil novo. La definizione è stata data da Dante stesso nel purgatorio e dice che c’è una differenza tra i poeti precedenti e lo stil novo.
Poesia comico-realistica. Si chiama così, realistica, perché rispecchia la realtà. Rispecchia la realtà della vita in comune, rispecchia la realtà di una parte ristretta della popolazione, dei più colti, della società comunale. Questo realismo non si spinge fino alla biografia delle persone. Perché comico? In due sensi. Da un lato una poesia che vuole suscitare il riso, ma soprattutto per riconoscere lo stile del medioevo. C’era uno stile più elevato (la tragedia) e lo stile più quotidiano (la commedia). I temi sono tratti da una vita quotidiana e sono parodie di poesie d’amore dell’epoca. L’amore, ma visto in maniera completamente opposta. Cecco Angiolieri, di Siena, coetaneo di Dante. Di lui non sappiamo moltissimo, se nonché appartenesse ad una famiglia benestante e non era un figlio modello. Il padre lo aveva diseredato. È morto in miseria. Gran parte delle sue poesie parlano della sua miseria, non avendo i soldi per fare quello che voleva. È un comico molto arrabbiato.

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