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La scuola siciliana dopo la sua disgregazione è costretta a consegnare la sua eredità ai comuni di Firenze. Ne è testimonianza il fatto che noi possediamo i testi siciliani grazie alle trascrizioni di copisti toscani. In questo nuovo ambiente la lirica cortese vive una serie di mutamenti dovuti al diverso contesto socio-politico.
Il poeta toscano non è più il cortigiano raffinato, ma un cittadino emotivamente coinvolto nelle vicende della propria città, con idee proprie e proprie passioni. Quindi sostanzialmente possiamo dire che vi è un passaggio dalla nobiltà aristocratica alla nobiltà di spirito. Federico costruì uno stato accentrato amministrato esclusivamente da suoi funzionari di fiducia e non tollerò alcun centro di potere religioso o politico. Inoltre si circondò di funzionari esperti di formazione laica e borghese ; quindi la contrapposizione con la Chiesa non era solo di natura politica, ma anche culturale. Nacquero così nuove istituzioni come l’università di Napoli e la scuola di Capua.Un’altra caratteristica dell’amore cortese è la sua segretezza; il cavaliere non può mettere in evidenza il suo amore per questa donna al fine di evitare maledicenze e invidie, e quindi utilizza un nome fittizio (senhal) per indicare la donna da lui amata. Al tema dell’amore si affiancano altri temi di natura politica, sociale, guerresca ecc… La forma principale in cui si espresse l’amore cortese è la canzone. Altro soggetto è invece io sirventese che è una lunga canzone con argomenti politici. I rimatori toscani

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