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Il dolce stil novo

La nascita del nuovo movimento politico del <<dolce stil novo>>, segna un momento di ulteriore evoluzione per il genere lirico. La nuova politica nasce a Bologna a opera di Guido Guininzelli della quale può essere considerato un autentico precursore. Lo <<stil novo>> completò il suo sviluppo a Firenze, soprattutto grazie all'opera di Guido Cavalcanti, Dante Alighieri e Cino da Pistoia. La novità dell’esperienza poetica dello <<stil novo>> risiede nell’affermazione di una nuova concezione dell’amore, ma soprattutto in una nuova concezione stilistica. Gli stilnovisti si distinguono per un atteggiamento decisamente polemico nei confronti della poesia di Guittone d’Arezzo. Lo <<stil novo>> rinnova il concetto di trobar leu, fondando uno stile poetico caratterizzato da rime dolci e piane. Se i contenuti richiamano quelli della lirica cortese, lo stile vuole quindi essere nuovo, rifugge dall'imitazione e tenta di esprimere idee e affetti aristocratici con una forma ugualmente raffinata, ma improntata alla ricerca della <<dolcezza>>. La poetica stilnovistica riprende i temi tradizionali della poesia trobadorica, ma li rinnova e li trasforma alla luce della nuova realtà comunale in cui si sviluppa. Nonostante siano banditi dalle rime stilnovistiche i temi politici e municipali, la dimensione comunale riveste un ruolo fondamentale nello sviluppo della scuola poetica.

Nella realtà cittadina della fine del Duecento, ci si riferisce ormai solo a una corte ideale, non più dotata di realtà e concretezza storica. Codificata da oltre un secolo nei testi teorici e nelle liriche la cultura di riferimento rimane quella cortese, ma viene riletta alla luce della nuova dimensione comunale e a essa adottata. Per gli stilnovisti l’amore non rappresenta più un corteggiamento, bensì diventa mezzo di elevazione morale; la figura femminile evolve verso la figura della donna angelo, intermediaria tra l’uomo e Dio, capace di sublinare il desiderio maschile perché l’uomo possegga un cuore gentile, cioè nobile,; amore e cuore gentile finiscono così con l’identificarsi totalmente. Si tratta di una nobiltà spirituale: è la nobiltà d’animo, ovvero la tensione naturale verso il bene e la perfezione. Contrapposta alla nobiltà di nascita, questa nobiltà dell’animo, così valorizzata, riflette a pieno la civiltà borghese della fine del Duecento. Gli stessi poeti dello <<stil novo>> si propongono come nuova èlite culturale destinata a sostituire l'élite sociale e familiare rappresentata dalla nobiltà. Essere fedeli al dettato d’Amore significa infatti per il poeta focalizzare la propria attenzione sulla psicologia dell’amante, non sull'amata, che finisce con l’essere un semplice “strumento” attraverso il quale Amore si manifesta.

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