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1200 - Quadro letterario

La letteratura nata in Francia che usava i linguaggi volgari, il provenzale (lingua d'oc) e il grancese antico (lingua d'oil) influenzò la nascita della letteratura italiana, che per prima nacque in Sicilia con la scuola siciliana, sotto Federico II ('200). Alla morte del re 1250 il quadro “culturale” si spostò in Toscana dove per prima si sviluppò la scuola di Guittone d'Arezzo, poi quella del “dolce stil novo”, della quale uno dei massimi esponenti è Dante Alighieri.
Queste “scuole” trattano tutte una tematica amorosa, che le aggrega e le fa risultare come realtà dominante dell'epoca. Nel “dolce stil novo” il sistema del pensiero è basato sulla filosofia di Aristotele, interpretata secondo la mentalità cristiana da Tommaso d'Aquino. Questi è il massimo pensatore della scolastica, corrente filosofica che riteneva di fondare la fede sulla ragione.

Ad esempio in Dante questo concetto è rappresentato palesemente nella “Divina Commedia” dalle figure di San Francesco (amore) e San Domenico (sapienza), che insieme procedono. Non tutti accettavano la scolastica e anzi si opponevano all'idea che la ragione potesse essere alla base della fede. Questi pensatori come Bonaventura da Bagnoregio si basavano sulle idee di Agostino e Platone e diedero inizio alla corrente mistica. La fede è per i misitici un totale annullamento della propria personalità per identificarsi nell'amore di Dio. Si diffondeva così in Umbria la tematica religiosa fondata sul misticismo. Vi aderiscono San Francesco, Iacopone da Todi, Santa Caterina da Siena. Non è pensabile che non vi fossero durante il 1200 altre importanti tematiche riguardo la visione del mondo. Papa Innocenzo III alla fine del XII secolo scrive un'opera religiosa “De contemotu mundi”, nella quale esprime il concetto del disprezzo del mondo, poiché dominato dal male e dalle morte. Egli rimane comunque vicino alla sfera dominante del '200, quella della scuola siciliana e toscana.
Se ne distaccano completamente coloro che rivalutano il mondo e piaceri terreni fino ad ora “condannati”. Appartiene a questa corrente la scuola comico-parodica, sorta nell'Italia centrale, con Cecco Angiolieri tra i massimi esponenti, che nel suo famoso sonetto “S'i fosse fuoco, arderei'l mondo”, attacca tutto e tutti.
Sicuramente accettavano i piaceri del mondo e ne godevano coloro che viaggiavano, come Marco Polo nel suo “Milione”. Quindi vediamo nel 1200 un quadro letterario variegato: diviso tra le correnti che trattavano la tematica amorosa, chi come Innocenzo III credeva nel disprezzo del mondo, chi al contrari rivalutava il mondo e tutti i piaceri e chi affrontava la tematica religiosa ispirata dal misticismo.

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