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I primi documenti del volgare

Dopo la caduta dell’impero romano nel 476 d. C. a causa delle invasioni barbariche, ogni paese e provincia cercavano di formulare la propria lingua, segnando la nascita di nuove lingue dette neo-latine.
Queste lingue rappresentano combinazioni linguistiche e mescolanze tra il latino stesso e le caratteristiche culturali del paese stesso. Gli italiani hanno scelto la lingua toscana come una lingua nazionale visto che toscana era la sede letteraria italiana ed anche si trova al centro dell’Italia cosi si diffonde la lingua in modo più facile

Se pareba boves
alba pratàlia aràba
albo versòrio teneba
negro semen seminaba

Teneva davanti a sé i buoi
arava bianchi prati
e aveva un bianco aratro
e un nero seme seminava

Semplicemente la soluzione di questo indovinello sarebbe "lo scrittore", perché questi buoi sarebbero le dita della mano dello scrittore che scrive sulle pagine bianche "i bianchi prati". "Il bianco aratro" è la penna d’oca con cui scrive e il seme nero è l'inchiostro con cui si scrivono le parole.

Infatti, è molto chiaro nel testo la volgarità dall’uso di certe parole come "aràba" e " versòrio", e sono pochi i caratteri latini come la n di "semen" ed altri. Il testo si considera tra i documenti volgari più antichi,scoperto nel 1924 a Verona e risale alla fine dell’ottavo secolo.

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