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La poesia lirica

Furono i siciliani ad usare per primi un volgare italiano nella lirica d'amore. alla corte di Federico II di Svevia. I temi della loro poesia sono ripresi dalla lirica trobadorica, ma il differente ambiente politico e sociale, il fatto cioè che essi vivono in una realtà cortigiana e non feudale, determina significativi cambiamenti.
Le principali strutture metriche della poesia siciliana sono la canzone, la canzonetta e il sonetto. La lingua usata è il volgare siciliano, reso illustre da prestiti latini, provenzali e di altri dialetti italiani. L'esponente più rappresentativo della scuola siciliana è Giacomo da Lentini.
Il tramonto della civiltà letteraria siciliana coincide con il suo trapianto in Toscana. Chiamando Siculo-Toscani i nuovi poeti, si vogliono sottolineare sia gli elementi di continuità che quelli di novità rispetto alla tradizione siciliana. Tra questi autori un ruolo di primo piano spetta a Guittone D'Arezzo. La sua lirica d'amore deriva dai siciliani, ma anche direttamente dai provenzali dai quali riprende la tendenza al trobar clus. l'apporto più priginale di Guittone va individuato nella canzone politica e civile.
Il Dolce stil novo è una nuova poetica che si affermò tra il 1280 e il 1310 a Firenze: precursore fu il bolognese Guido Guinizelli, massimi esponenti fiorentini furono Dante e Guido Cavalcanti, il cui canzoniere ha come tema unico l'amore, vissuto come opportunità di nobilitazione ma soprattutto come devastante esperienza che determina sbigottimento e angoscia e conduce alla disgregazione dell'io.
L'originalità della nuova poetica è innanzitutto tematica e riguarda due punti essenziali: che cos'è e come agisce l'amore. Per gli stilnovisti l'amore non è semplice corteggiamento, ma nobilitazione interiore, adorazione di una donna che non è più come un angelo ma è un angelo. Amore poesia ed elevazione spirituale sono tre aspetti di un unico valore supremo: la gentilezza, cioè la nobiltà. Sul piano stilistico, che deve risultare "dolce", cioè elevato e puro e insieme musicale e melodioso. Il pubblico delle "nuove rime" è quello di un'élite che proviene dalla nobiltà feudale e dagli strati intellettuali più elevati della borghesia cittadina.

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