La nascita delle letterature europee

I primi testi letterari

Si preferisce collocare la nascita delle diverse letterature nazionali nel momento in cui si afferma una produzione letteraria in volgare affidata alla scrittura, infatti esisteva già una produzione "letteraria" in volgare che però era trasmessa oralmente e comprendeva filastrocche, preghiere o aneddoti, che per quanto raggiunsero un'ampia diffusione restarono confinati ad una produzione destinata ad un pubblico incolto.

Le letterature romanze

Nascono a partire dall'IX sec. prima di quella in francese o provenzale, poi la spagnola nel XII sec. ,ultima l'italiana nel XIII sec. . Queste discrepanze letterali sono dovute in larga misura alla differente vitalità della società feudale e cortese, nella quale era presente una cultura svincolata dal monopolio ecclesiastico, la maggiore o minore solidità delle strutture feudali.

Questo vale per le letterature francese, provenzale e spagnola, molto meno per quella italiana, che si sviluppò, quando, all'interno della società cortese, la gentilezza e il culto dell'amore, avevano preso il posto delle originali virtù guerresche.

L'egemonia europea delle letterature francese e provenzale

Le due letterature francesi, quella centro-settentrionale(in lingua d'oil) e quella centro-meridionale(in lingua d'oc); la prima era prevalentemente epica e narrativa, la seconda lirica.
La letteratura provenzale fu colpita da una crociata contro gli Albigesi(la setta eretica in Provenza), indetta dal papa innocente III. La letteratura provenzale cessò di esistere in quanto tale, ma sopravvisse nell'influenza che avevano già saputo esercitare sulle altre letterature romanze, anche sulla stessa letteratura francese.

I modelli francesi


la canzone di gesta e il romanzo cortese

La canzone di gesta

La canzone di gesta costituisce il principale genere epico-narrativo delle letterature medievali. Nasce come una narrazione idealizzata di imprese cavalleresche(da qui "gesta" che significa "imprese eroiche").
Si tratta di testi destinati a essere cantati da un giullare accompagnato dal suono di una semplice melodia, nelle piazze o nelle corti. Nel XI sec. passarono anche in forma scritta. Essi devono molto alla tradizione latina ecclesiastica, presentando analogie tematiche e formali con l'agiografia religiosa, caricandosi di una nuova lettura che la legge come percorso verso il sacrificio eroico per la difesa.

La realtà è resa in modo semplice e schematico: da una parte vi sono i buoni, dall'altra i cattivi; ciò che viene enunciato è indiscutibilmente "verità".
Inoltre nelle canzoni di gesta si predilige uno stile paratattico con versi decasillabi; sono anche caratterizzate dalla presenza di epiteti che agevolavano la memorizzazione.

La Chanson de Roland

E' la più celebre chanson de geste, scritta in 4000 versi con una retrodatazione di 3 secoli, è un poema epico che racconta la parte finale della guerra combattuta da Carlo Magno per allontanare i Saraceni dalla Spagna. Roland è uno dei paladini cristiani, un'eroe che combatte fino alla morte per il proprio sovrano in difesa della religione cristiana. Da qui si può evincere una connotazione religiosa che era il fondamento dell'immaginario medievale.
La redazione scritta della Chanson de Roland viene fatta risalire al 1080 circa, l'autore Turoldo era un chierico Anglo-Normanno. Fa parte anche delle numerose canzoni che costituiscono il CICLO CAROLINGIO nel quale si raccontano altri paladini della corte di Carlo Magno.

Il romanzo cortese

Verso il 1150, si afferma il romanzo cortese, il primo ad essere destinato non al canto ma alla letteratura (prevalentemente collettiva). I primi romanzi sono dei rifacimenti in volgare di testi della tradizione latina. I romanzi riprendono i temi cari all'aristocrazia delle corti feudali: l'avventura, l'amore.

Chrétien de Troyes

Il maggiore autore di romanzi cortesi fu Chrétien de Troyes, il più grande scrittore del medioevo prima di Dante. Viveva presso una corte che aveva sede a Troyes, in Francia; era un chierico che scriveva canzoni di amore e romanzi.
L'amore cortese era indipendente dai vincoli di matrimonio, se pur per un breve periodo, una situazione come quella che fa da motore al romanzo di Chrétien è vissuta come normale. La ragione va cercata nell'idea feudale di matrimonio, che aveva poco a che fare con il sentimento, ma si basava essenzialmente sull'interesse mutevole

La lirica provenzale

Valori cortesi e poesia lirica

Nelle corti della Francia meridionale l'ideale cortese conobbe i livelli più alti di elaborazione. I valori di una società aristocratica, raffinata e colta trovarono espressione nella produzione lirica in lingua d'oc, poesia destinata alla trasmissione orale dall'autore o da un giullare chiamato trovatore (da "Trobar"che significa "comporre testi e musica"), con il declino della città provenzale, la trasmissione di queste poesie fu affidata alla scrittura e alla lettura.

La letteratura come fattore di prestigio

Gli autori escono dall'anonimato perché la cultura letteraria diventa un fattore importante di prestigio. (la tradizione vuole che il primo sia stato Guglielmo IX d'Aquitania, uno dei più importanti signori feudali francesi).
Il tema dominante, è l'amore cortese. Il poeta esprime il proprio amore e la propria sottomissione a una donna che viene nominata solo attraverso un SENHAL (pseudonimo)che non ne comprometta l'onore.

L'amore come valore assoluto

La donna in questo caso si mantiene fedele al marito, il poeta è felice solo per il fatto di amare. L'amore può nascere solo in un cuore cortese, cioè nobile; la donna, dotata di ogni virtù, è un essere superiore, distante e inaccessibile, il poeta è il suo vassallo e le rende umilmente servizio. La passione d'amore porta alla nobilitazione e al perfezionamento, ma il desiderio deve rimanere insoddisfatto per continuare ad alimentarsi senza arrivare a una situazione di stasi. L'amor cortese è inoltre un amore adultero, perché ritenuto di maggior contenuto sentimentale e spirituale, liberamente scelto e non costretto ad alcun condizionamento. Altra sua caratteristica, è la sua segretezza: il cavaliere, si serve di un nome fittizio(senhal).
Al tema dell'amore si affiancano altri temi di natura morale, politica, guerresca, satirica, testimoni del legame di questi poeti con il contesto storico-sociale.
La forma principale di espressione era la canzone. Altro sottogenere tipico è il sirventese, lunga canzone di argomento per lo più politico.
La lirica dei trovatori si diffuse nel Nord della Francia e raggiunse la Spagna e l'Italia a seguito della crociata contro gli Albigesi, questa determinò la devastazione di Provenza e la dispersione dei trovatori nei paesi vicini

Guglielmo d'Aquitania:

Alle origini della lirica cortese

Guglielmo era il signore del ducato d'Aquitania, è stato il più antico trovatore di cui ci siano testimonianze. I dieci componimenti a lui attribuiti rappresentano pertanto il primo esempio di produzione lirica di ispirazione cortese, infatti l'amore era concepito come un rapporto feudale.

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