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La lirica trovierica

La produzione poetico-musicale dei trovieri si sviluppò per circa un secolo nella Francia settentrionale utilizzando la lingua d'oil, il francese antico. Il legame con l'esperienza trobadorica appare molto forte; le tematiche della cultura cortese accomunano infatti l'ispirazione poetica dei trovatori e dei trovieri. La tradizione assegna ad Eleonora d'Aquitania il merito di avere introdotto nel nord della Francia l'arte occitana, ospitando diversi trovatori alla corte normanna del marito Luigi VII. Vediamo schematicamente le principali analogie tra la lirica in lingua d'oc e quella in lingua d'oil:

- L'unione essenziale di poesia e musica
- L'eterogeneità dell'estrazione sociale dei poeti-musicisti
- L'utilizzo di alcuni generi poetici molto simili

Anche le considerazioni fatte sulle fonti trobadoriche sono in gran parte applicabili a quelle trovieriche. I ventiquattro codici che conservano il repertorio in lingua d'oil, risalenti al XIII e XIV secolo, sono quasi tutti in notazione quadrata gregoriana e presentano le stesse difficoltà di decodificazione ritmica della musica trobadorica. I testi poetici sono più di 2000 e di questi circa tre quarti presentano anche la parte musicale.

Riguardo alla musica all' interno della produzione trovierica si individuano stili e soluzioni formali molteplici: alcune melodie sono affini al canto liturgico altre sembrano presentare analogie con stilemi popolari. Possiamo dunque stabilire una generica classificazione che distingue i brani senza iterazione e con iterazione. Al primo gruppo appartengono le composizioni in cui la stanza poetica è musicata senza ripetizioni melodiche; al secondo gruppo appartengono le composizioni che prevedono la riproposizione di una o più frasi musicali all'interno della stanza. Accenniamo infine alla presenza di aluni brani di musica solo strumentale, sprovvisti di testo, destinati presumibilmente alla danza e denominati estampie e ductia.

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