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In Provenza dall’XI secolo i valori della società aristocratica si svilupparono costituendo la lirica in lingua d’oc. Si tratta di una poesia finalizzata alla trasmissione orale: solitamente veniva cantata da un giullare, o dallo stesso poeta e veniva sempre accompagnata da uno strumento musicale il cui testo veniva scritto sempre dal poeta che per questo motivo viene chiamato “trobadores”, trovatore, dal verbo provenzale “trobar” che letteralmente vuol dire “comporre musica e testi”.
Grazie alle biografie, i poeti in quel periodo riescono ad emergere dall’anonimato perché la cultura letteraria diventa un fattore importante di prestigio. Il primo a fare ciò è Guglielmo IX d’Aquitania, che era uno dei maggiori signori feudali della Francia.Il tema dominante e principale quindi della poesia trobadorica è l’amore cortese o amore fedifrago, di fatti il poeta esprime il proprio amore verso una donna che è solitamente sposata che viene nominata sotto un nome fittizio ovvero “senhal”. Nelle liriche trobadoriche la donna è perlopiù fedele al marito, infatti il poeta di accontenta solo del fatto che lui può amare questa donna senza però che il suo desiderio si avveri. L’esperienza amorosa ha le sue radici in un opera di Andrea Cappellano, il De Amore. Secondo Cappellano l’amore poteva svilupparsi solo nelle corti, cioè solo in un animo nobile; la donna era dotata di ogni virtù, era un essere superiore, inarrivabile .

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