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La diffusione delle lingue neolatine

Durante il periodo dell’impero, Roma diffonde le sue lingue ai popoli conquistati che anche dopo le invasioni barbariche rimangono sempre legati alla cultura romana. Alla caduta dell’impero romano si crea un notevole frazionamento politico e si diradano i contatti tra le popolazioni, sorgono le varie parlate locali che si suddividono in idiomi distinti. Le lingue vengono dette romanze (termine che deriva da romanicus e da romania, territorio conquistato da Roma). Nascono le seguenti lingue.

Italiano, portoghese, spagnolo, catalano, francese. provenzale, ladino e romeno
Il ladino è parlato in Friuli, in Trentino e in Svizzera, nel Canton dei Grigioni.
Ci sono minori differenze,se confrontiamo le lingue col latino volgare e parlato dalle classi più umili. I primi documenti in lingue neolatine non sono di letteratura (che si avranno dopo il 1000 e nascono nell’ambito delle coorti) ma di altri generi. Esempi sono: il giuramento di Strasburgo, l’indovinello veronese e i placiti cassinesi.

Lingue letterarie
Sono la lingua d’oc e la lingua d’oil, entrambe ispirate all’ideale cortese cavalleresco.
La lingua d’oc si divide in :
- trobar leu, stile diretto e comunicativo;
- trobar clus, stile arduo e enigmatico. La lirica provenzale è in lingua d’oc.
La lingua d’oil è più sviluppata rispetto alla lingua d’oc perché la Francia del nord aveva conquistato la Francia del sud diffondendo la lingua. In lingua d’oil sono scritte alcune opere molto importanti quali le Chansons des gestes (popolo/stirpe) tra cui l’Epopea carolingia (Chanson de Roland), il Roman de rose e i Cavalieri della tavola rotonda, poema didascalico che vuole insegnare qualcosa.

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