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Il Medioevo è un periodo storico che viene collocato fra la caduta dell'Impero romano d'Occidente (476 d.C) e la nascita della nuova cultura umanistica del Quattrocento e del Cinquecento.
tutto il discorsino della differenza fra alto e basso medioevo

Letteratura

Lingue romanze

Già nel periodo classico la lingua parlata era alquanto diversa da quella che conosciamo attraverso gli scrittori e presentava molte varietà. Questo latino parlato, chiamato genericamente ''volgare'', era il latino usato nella comunicazione quotidiana, non solo dalle persone incolte, ma anche da quelle istruite. Con la caduta dell'Impero romano e le invasioni barbariche, il latino volgare si mescolò con le lingue delle popolazioni stanziate nei territori dell'ex impero, dando vita alle lingue romanze.
I primi documenti in volgare italiano sono l'Indovinello veronese, breve componimento che allude, sotto l'apparenza di un aratro, alla penna che scrive sulla carta, i Placiti, testi notarili, e l'Iscrizione di San Clemente.

Subito dopo l'anno Mille, in Francia si sviluppò una raffinata letteratura in lingua d'oc (diffusa nelle regioni del sud e derivata in maniera diretta dal latino) e in lingua d'oil (presente nel Nord e costituita da numerosi apporti germanici). Entrambe le lingue vengono usate in ambito signorile nelle corti, ma mentre la lingua d'oc è la lingua della poesia lirica, la lingua d'oil è quella usata nel romanzo cortese e della chansons de geste.

La chanson de geste è un tipo di componimento destinato all'esposizione orale da parte di giullari e all'ascolto da parte del pubblico delle corti, dove la loro recitazione viene accompagnata da un liuto. Il componimento è formato da strofe o lasse di varia lunghezza in decasillabi; i versi sono uniti dall'assonanza. Le canzoni di gesta sono organizzate in cicli, fra i quali i tre principali sono: il ciclo carolingio, quello di Guglielmo d'Orange e il ciclo dei vassalli ribelli. La struttura generale del racconto è simile a quella dell'epica antica. Sono presenti frequenti riprese di vere e proprie formule che costituiscono il modo espositivo detto formulario, tipico della letteratura orale; da un lato consentono alla memoria di riposarsi e allo stesso tempo hanno un carattere rituale, che conferisce solennità al racconto. Le chansons de geste acquistano una duratura diffusione perché in esse vengono mostrati i valori dell'epoca (come la fedeltà al sovrano e a Dio, il coraggio e l'eroismo).

La chanson de Roland è il testo più celebre dell'epica romanza, elaborato in Francia fra il XI e il XII secolo. E' un poema di 4002 versi in lingua anglonormanna che narra le vicende di Orlando, nobile paladino al servizio del re Carlo Magno. La vicenda trae spunto da un fatto realmente accaduto quando a Roncisvalle un gruppo di saraceni assalì l'esercito franco che tornava da una spedizione in Spagna. Il brano 'La morte di Orlando' narra gli ultimi istanti di vita del paladino, che ricorda la propria vita e i valori che l'hanno caratterizzata, primi fra tutti la fedeltà al re Carlo e il coraggio nelle guerre combattute per lui. Accanto ad esso, appare anche il tema religioso: Orlando, cosciente che la fine è vicina, si rivolge più volte a Dio e gli chiede di perdonarlo dei propri peccati. La morte scende su di lui serenamente e l'anima del paladino viene accolta dagli arcangeli e portata in paradiso.

Poco dopo la chanson de geste, nella Francia del Nord si afferma in lingua d'oil il romanzo cortese-cavalleresco. I romanzi hanno un nuovo pubblico, caratterizzato in gran parte da giovani e donne della corte in grado di leggere autonomamente; sono quindi opere rivolte ad un pubblico di lettori e non di ascoltatori. La differenza del destinatario crea anche un modo diverso di narrare: i capitoli sono collegati fra loro, ricchi di riflessioni e di descrizioni, e scompaiono le ripetizioni e il formulario che caratterizzava la chanson de geste. Nella corte, tra i secoli XI e XII, si afferma la classe dei cavalieri (inizialmente figli primogeniti dei feudatari) i quali hanno come attività principale la guerra, ma che spesso si dedicano alla poesia. La cultura poetica del cavaliere-poeta è rivolta alla valorizzazione della donna e dell'amore: egli rivolge alla donna gli stessi atti di omaggio che rivolgerebbe al signore. I cavalieri diventano così i protagonisti della narrativa cortese, il cui esempio perfetto è Lancilot, il quale nelle sue imprese cavalleresche è mosso non dal desiderio di gloria ma dall'amore. Le nuove virtù del cavalieri sono quindi la gentilezza d'animo, la generosità, il rispetto, la cavalleria e la fedeltà: in una parola la 'cortesia'. Nel romanzo cortese vi è una grande apertura alla vicenda avventurosa, che non è fine a se stessa, ma costituisce il corollario del tema d'amore: il cavaliere innamorato affronta qualsiasi prova per la donna amata (amor cortese). I testi che appartengono a questo genere vengono raggruppati in materie. Tra queste ricordiamo: la materia antica, che tratta argomenti della storia di Roma; la materia di Bretagna, che racconta fatti e vicende dei personaggi e della corte di re Artù, nelle quali sono fondamentali i temi dell'amore, dell'eroismo e dell'avventura, lasciando molto spazio anche alla magia e a eventi prodigiosi; la leggenda di Tristano; la leggenda di Perceval e della ricerca del Graal.

Teoria dell'amor cortese

Il De Amore di Andrea Cappellano è un'opera teorica in cui l'autore analizza minuziosamente i caratteri dell'amore cortese. L'opera, scritta in latino e quindi implicitamente rivolta ad un pubblico di cultura molto elevata, è organizzata in tre libri, dei quali il terzo ritratta tutto ciò che è stato scritto nei precedenti e nega qualsiasi valore positivo dell'amore. Questo ripensamento mette bene in luce la contraddizione che l'amore cortese può comportare.

I 'comandamenti d'amore' costituiscono le linee guida alle quali deve attenersi chi ama affinché l'amore acquisti un senso positivo e sia una manifestazione della cortesia. Le regole vengono dettate, nel trattato De Amore, dallo stesso Re d'Amore, che ha la sua corte in una sorta di paradiso laico chiamato Delizia. Qui si trovano e anime di coloro che hanno amato e solo esse possono entrarvi.

Lancillotto e Ginevra

Protagonista del romanzo è Lancillotto, cavaliere legato da un giuramento di fedeltà al suo re Artù, ma al tempo stesso profondamente innamorato di Ginevra, moglie dello stesso Artù, per la quale affronta avventure rischiose. La scena che abbiamo letto narra il momento in cui Lancillotto riesce a realizzare il proprio sogno d'amore e viene accolto nella camera della regina. Il giovane non si ferma neanche di fronte alle sbarre che chiudono la finestra della stanza di Ginevra: le forza e, nonostante si ferisca in maniera dolorosa, non sente il male per la felicità. Questo passo presenta due temi fondamentali dell'amore cortese: il culmine dell'amore e l'adorazione della donna amata. Dopo aver superato varie peripezie, l'amore di Lancillo e Ginevra si realizza, dove sentimento e fisicità sono in perfetto equilibrio. Nel testo compaiono anche elementi che appartengono al repertorio religioso, come riferimento al martirio o il fatto che alla fine Lancillotto si inginocchi davanti alla regina con un gesto che è al tempo stesso di omaggio e venerazione.

A cura di ANNA PASTONE IIIAL

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